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Archive for Ottobre 2008

Torno subito…

Ottobre 31, 2008 paz83 4 commenti

tornosubitofile

Scontri a Piazza Navona: è colpa della sinistra?

Ottobre 31, 2008 paz83 5 commenti

avanti popolo

Dice, Nitto Francesco Palma, che gli scontri più duri di Piazza Navona sono stati avviati da giovani di sinistra. 400, 500. Tanti, se pensiamo che a detta del governo in piazza va uno sparuto gruppuscolo a protestare. Per lo più svogliati e quarantenni senza futuro. Dice che poi questo gruppo è venuto a contatto con gli studenti(tutti?) di destra. Poi. Ma non è stato il contrario signor Magistrato? A me pare che a dar via alle botte non sia stati quelli di “Sinistra”. Che poi siano arrivati a farlo non se ne scampa. E’ vero. Ma che a sferrar le prime botte per altro non a studenti universitari siano stati loro ne dubito. Lei No? No, mi pare che lei difenda i suoi (e non parlo di studenti) tutto qui. E poi, la verità, detta tutta, è che qui non è questione di chi ha cominciato. Se accusati, andrebbero accusati tutti. Invece lei, come gli altri, dall’altre parte, difendete le vostre fazioni, le vostre carni da macello, per partito preso, finendo solo per alimentare il clima nervoso che c’è. Ma è quello che volete vero?

Che poi sa, io mi fido poco di quelli come lei. A proposito, a margine, lei non era quello dell’emendamento che voleva dare l’impunità ai suoi amici parlamentari (amici sia di qui che di la, che si che in questi casi siete tutti amici)? Lei per altro non è stato anche uno di quelli che si oppose fermamente, e più volte, al taglio dei compensi dei sempre suoi amici parlamentari, proposta all’epoca da Siniscalco? Da li bisognava cominciare a tagliare, altro che.

Bocciata ancora la tv Italiana

Ottobre 31, 2008 paz83 5 commenti

Quello che ha detto il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò alla Commissione infanzia si riassume in questo breve concetto: La tv italiana fa cagare e danneggia i Minori. Ormai abbiamo raggiunto dei livelli davvero bassi che non riescono ad andare più in alto, come qualità, di un reality show.

Fatta eccezione per qualche programma sparso qui e la, di buono c’è ben poco. E meno male che è tornata Sabina Guzzanti a farci ridere, che visto il momento ci voleva proprio.

Il vecchio G.

Ottobre 30, 2008 paz83 1 commento

quercia-antica

Ve lì il maat… Così dicevano gli abitanti del paesello della bassa emiliana. Guarda lì il matto. E mentre lo dicevano indicavano, coi loro indici nevrotici e boriosi, la sua figura che avanzava nella foschia, con sicuro passo claudicante di chi non ha più niente da dimostrare, o che forse, non lo ha mai avuto. Tutti i ragazzi di S. solevano prenderlo in giro. E tutti i genitori di S. lo indicavano ai loro piccoli, così come si indica il patibolo ad uno appena sorpreso a commeter reato, a monito, nel caso fosse stato sorpreso nella reiterata volontà. La gente diceva della sua pazzia con fare sicuro, di chi è certo dell’acquisita conoscenza, ma pochi erano stati quelli che realmente lo avevano avvicinato. Si diceva della sua pazzia, a S., per via della sua vita amorosa. Si diceva non fosse mai riuscito a tenersi stretto una donna, e si sa che in certi piccoli buchi il volgo è ristretto di visione. La gente andava dicendo da anni, decenni, che se uno aveva avuto tante donne ma nemmeno una era rimasta doveva esser per forza colpa del suo stato mentale, che altrimenti non si sarebbe spiegato in altro modo. Gioachino, forse variazione di Giacomino, non se ne badava, come se quello schernire quotidiano provocasse lo stesso effetto di una goccia di pioggia che cade nel mare. E questo, senza dubbio, provocava ardita convinzione in quelle che il volgo riteneva tesi veritiere, così come la terra ruota su se stessa, o i fiumi che finiscono nel mare. Gioachino non era ostile, ne aveva la parvenza di una minaccia, così racchiuso nel suo scheletro appena ricoperto di linda pelle. Tutte le mattine, quando il gallo cantava, calmo si chiudeva la porta della sua vecchia catapecchia alle spalle, ed usciva incamminandosi verso la via principale. Bisogna sapere che S. è un piccolo paese, e, la via principale rappresentava in pratica l’unica via di comunicazione sulla quale si affacciavano quasi tutti gli edifici del paesello, fatta eccezione per qualche viottolo che dai suoi fianchi si protendeva all’esterno come rigagnoli lungo un grande corso d’acqua, a collegar qualche combriccola di case più spostata. Gioachino camminava allora lungo tutto il corso principale, percorrendolo per la distanza che vi era tra la sua abitazione ed il piccolo parchetto pubblico. Circa i tre quarti dell’intera lunghezza della via. Il parchetto era un giardinetto senza pretese, fatto costruire cinquant’anni prima da un concittadino che aveva fatto fortuna. E che prima di abbandonare il non futuro di S. lo aveva fatto erigere in suo ricordo, il piccolo polmone verde. G. andava lì tutti i giorni, per portar si diceva il cibo ad una colomba bianca che ogni dì passava da quel parchetto. Il volgo schernitore amava dire che quella fosse l’unica creatura che G. si fosse mai riuscito a tener stretto, e sol per via del fatto che non poteva pensare, che se no all’altro mondo, dicevano, sarebbe andata pur di non restare col vecchio. G. era anche il più vecchio abitante di S., ma dai suoi concittadini non era certo rispettato come la memoria storica del posto. Anzi, dicevano, lui di memoria non ne aveva, se no da quel pezzo si sarebbe dato a voi sapete chi, insomma, all’altissimo, pur di non soffrire dei patimenti che nostalgia e delusione gli avrebbero certo recato per via della sua infruttuosità relazionale. Un giorno, quasi per caso e per non farsi vincere dalla noia, che si sa in questi vecchi posti è malattia facile da prender anche quando gli anticorpi della giovinezza son sull’attenti, Filippo, un ragazzino di tredici anni, si avvicino titubante al vecchio G. sedendosi lì, sulla panchina che tutti i giorni usava prender come posto. Sotto la grande quercia, che forse dopo G. era l’essere più vecchio a S. e lungo quelle strade.

Il vecchio, quasi non l’avesse visto continuava a fissare l’orizzonte come era solito fare nella sua solitudine, e solo voi sapete chi, insomma, sapeva certo a cosa pensasse. F. abbozzo un “ciao signor G., come mai è sempre stato solo?”

G. roteò appena la testa, allo stesso modo di una vecchia tartaruga, e con dolce sorriso rispose:” ma io non sono solo, ho la mia colomba, ho i miei ricordi, e poi ho voi…vedi…” e indicò con suo dito adunco l’orizzonte che era solito fissare. “da qui io vedo tutto, vedo le donne che stendono, vedo voi che giocate col cerchio e il bastone, vedo gli uomini andare e tornare dai campi, e i cani che scodinzolano all’imbrunire quando i loro padroni rincasano, e in mezzo a tutti voi vedo i miei ricordi ancora vivi, vedo i miei amici, vedo il vecchio signor B. che era il fattore per cui lavoravo, e vedo la Dora, mio primo amore, con quelle sue trecce more, e Savino, o avresti dovuto conoscerlo Savino mio vecchio buon amico.” E mentre diceva questo F. si accorse che il viso di G. si era increspato e ora qualche goccia lo solcava. “Ma mio papà…” proseguì F. “…dice che le donne l’anno sempre abbandonata, che nessuna l’ha mai amato e che per questo lei è solo”

G. sorrise d’un sorriso amaro quanto il tempo che non torna più quando provi a chiamarlo. Disse:”eppure una donna mi ha amato prima di andarsene…” e indicò verso l’alto mente lo diceva “…e tanto fu su il suo amore che quando se ne andò mi sentii in colpa per non aver fatto in tempo a ricambiare, e così cercai di donare un briciolo di quel che avevo avuto a tutte le donne che incrociavano la mia vita, ma solo una volta si può, in quel modo, e poi è come il tempo, che è amaro quando non torna più indietro. Ma amo anche voi, voi tutti, che rinnovate il mio ricordo. Che amare non si ama solo una donna, sai…” F. rimase interdetto, ma intravide, come mai gli era successo prima, tutta la forza di quel semplice luogo, sprigionata dalle pacate parole del vecchio Gioachino.

Il cielo ormai si imbronciava nel tenue buio della prima sera, e in lontananza gli parve di sentire come tuono nella burrasca la voce del padre che lo chiamava. Si accomiatò da G. e corse verso casa. E mentre camminava lungo la via principale ripensava alle parole del vecchio, immaginando lungo il percorso tutti i volti di quelli di oggi e di quelli di ieri che aveva conosciuto poco prima grazie a G. E quel piccolo borgo gli pareva, nella mente di giovane, come una grande metropoli, come quelle di cui leggeva sui libri, brulicante di vita e di gente. E per la prima volta gli piacque quel posto. La sera parlò col padre, convincendolo, con l’onesta disarmante che solo un ragazzino può tirar fuori, dell’ingiustizia con cui tutti avevano fino ad ora trattato il vecchio G. e di come tutte le dicerie sul suo conto fossero false. L’indomani, gli aveva fatto promettere, sarebbero andati insieme alla panchina di G. e lì avrebbe potuto vedere con i suoi occhi e sentire con le sue orecchie la verità.

L’indomani si recarono come d’accordo alla panchina, e li trovarono G., seduto come al solito. F. lo chiamò, ma il vecchio non rispose, sembrava assopito e sereno in chissà quale ricordo. Faceva freddo in quell’inizio d’inverno. Da quel giorno, per tutti i giorni in cui visse lì, F. andò alla panca di G. a tener compagnia alla colomba bianca, e quando diventato grande fece fortuna si accordò per far costruire un grande parco che portasse il nome di G. in quella S. che ormai non era più un piccolo villaggio.

Categories: racconti, ricordi, società

I bambini sono di sinistra, ma anche se non fosse….

Ottobre 30, 2008 paz83 2 commenti

I bambini sono di sinistra, diceva Claudio Bisio. Ma anche se non lo fossero, sono ancora bambini, e la loro forza è di riuscire a sorridere.

Nonostante tutto.

Piazza Navona rispolvera il metodo Cossiga?

Ottobre 30, 2008 paz83 8 commenti

Così il grande Paz (il vero, mica io) si esprimeva a proposito di Cossiga, ormai parecchi anni fa. Ecco, io ora comincerei a fare lo stesso alla luce dei fatti ultimi.

kossiga

Fanculo, è proprio il caso di dire. A chi diceva degli studenti, a chi diceva della sinistra, a chi difende la polizia. Ecco, andateci a fanculo. Adesso, a me non frega nulla di chi fossero quelli a Piazza Navona. Destra? Forse. Sinistra? Ci può stare. Infiltrati? Oh guardate che è tutto possibile. Ricordiamo durante il g8 a cosa arrivarono le forze dell’ordine. Quanti black Block presi? Voglio dire, a me pareva di vederli agire indisturbati mentre le smazzuolate le predavano altri. E alla Diaz? Le prove false? Ma questa è altra storia, o forse no, non lo posso dire io. Quello che dico si basa su quello che leggo e su quello che vedo. E quello che ho letto e visto non mi è piaciuto. Che ho pensato: "Ecco, hanno ascoltato Cossiga, vecchio che dovrebbe comportarsi da tale”.

Ma poi mi dico no, e penso che se quelli son studenti allora a scuola hanno studiato poco, se no ora non griderebbero duce duce in mezzo ad adolescenti. Che vadano a Predappio a far a botte, con pace dei suoi abitanti E che i quarantenni dei centri sociali, militanti radicali di sinistra tornino nelle loro topaie, si trovino un lavoro o vadano in Russia, insomma fuori dai coglioni, e lasciate il movimento agli studenti.  Ma se davvero le forze dell’ordine si sono comportare come si legge (qui mi prendo per un attimo in beneficio del dubbio, per non cadere magari nell’esaltazione di un cronista esaltato. Vai a sapere) allora è grave. E’ grave più di tutti i cortei, è grave per le parole che avrebbero detto. E’ grave per quello che non hanno fatto. Che a quanto pare non hanno notato. A me non me ne frega se i poliziotti siano di destra o sinistra, dovevano intervenire subito contro il primo gruppo di facinorosi. Invece no, e così via che lo scontro si è espanso, e tutti contro tutti. Leggo l’articolo, e davvero ancora spero che le frasi riportate non siano vere, vorrei crederlo. Ma non venite a dire che poi i manifestanti diventano violenti perché lo sono di natura. Facinorosi, tutti di sinistra. Ma come? Tutti di sinistra? Tutti quelli nei cortei son di sinistra. Tutta la mobilitazione è di Sinistra? E allora chi cazzo ha votato Berlusconi? Che poi te lo chiedi…

Ma la in alto vogliono davvero la separazione tra correnti politiche nei cortei? Persino quelli di Forza Nuova, va dato atto, hanno fatto un invito alla calma e all’unità di tutti contro la riforma Gelmini. Insomma, lasciare che certe situazioni si vengano a creare fa gioco forza la volontà del Governo che così ha la possibilità di screditare il movimento. Anzi, lascia che lo faccia da solo.

Perché le forze dell’ordine non sono intervenute subito? Hanno aspettato che la controparte arrivasse. Così mi vien da pensare. E perché lo hanno fatto? Chiedetelo a Cossiga…

Meme Analogico e sti cazzi…

Ottobre 29, 2008 paz83 13 commenti
Categories: Blogsfera, Meme, blog, cazzate, internet

In fondo siamo tutti qui

Ottobre 29, 2008 paz83 9 commenti

Stelle

E poi siamo qui, che ci guardiamo tutti in faccia a chiederci i perché. Tutti qui a guardare tutti. Diritti negli occhi. Che i perché non sempre escono fuori. E allora non rimane che ritrovarsi tutti, tu qui, io lì, tutti qui, a guardarci negli occhi, a cercar di intuire. A cercar di capire. Che non siamo noi che non andiamo, mettiamocelo in testa. E nemmeno gli altri. E’ che siamo tutti qui, e guardiamo tutti, e cerchiamo di intuire. Tutto qui, nulla di più. Cerchiamo. Ci avviciniamo, ci allontaniamo. Con piccoli passi, come in un minuetto. Alla corte di tutti. Perché in fondo siamo tutti qui, nessuno escluso e tutti esclusi. Siamo dentro e siamo fuori. Siamo sempre noi, è tutto qui, nulla di più. Siamo tutti qui che ci guardiamo, anche quando sembra che da guardare non ci sia più nulla. E cerchiamo di capire. E alla fine ci troviamo ad essere ancora qui, tutti qui.

Le autointerviste di Neurone Intervistatore: l’Outing di un blogger su blogsfera e contenuti

Ottobre 28, 2008 paz83 4 commenti

Neurone Intervistatore: Ben ritrovato, è da parecchio che noi due non ci incontriamo.

Paz83: Ha ragione, non appare su questo blog da mesi ormai. Dove era finito?

N.I: sono io che faccio le domande qui, se lo ricordi!

Paz83: D’accordissimo…

N.I:Partiamo subito con la prima domanda. Non si sono ancora stancati di leggerla?

Paz83: Qualcuno pare di si, non lo biasimo.

N.I: E lei di scrivere?

Paz83: lungi da me, già parlo poco, se poi smettessi anche di scrivere dovrei rivolgermi ad un centro per autistici…non trova?

N.I: Posso farle una domanda in tutta franchezza?

Paz83: spari…

N.I: ?? E’ diventato leghista?

Paz83: la domanda?

N.I: Si, ma lei per chi scrive? Ha mai scritto per gli altri?

Paz83: Ha mai letto di lodi tessute alla coalizione di CD su questo blog?

N.I: NO! Quindi scrive per quelli di CS? Giusto?

Paz83: non mi pare di aver neanche mai tessuto lodi, direttamente, ad esponenti o progetti del CS. Anzi, se è vero che spesso scrivo attaccando il CD, è anche vero che quando scrivo del CS lo faccio criticandolo.

N.I: Ma quello che scrive e di sinistra. Sbaglio?

Paz83: Io scrivo tenendo conto delle mie Idee, di quello che penso in proposito a certe situazioni. Preferisco.

N.I: Perché?

Paz83: perché le idee spesso sono giuste, non sbagliano. Gli uomini che le mettono in pratica invece si, possono sbagliare. Possono prendere una buona idea e trasformarla in qualcosa di improponibile.

N.I: Usando questa logica potrebbe essere che anche da CD possano venire anche buone Idee, No?

Paz83: si, però poi le sbagliano tutte.

N.I: E quelli del CS?

Paz83: Anche loro, se no avremmo vinto le elezioni. E a Roma i due milioni e passa sarebbero stati reali. E non frutto di cannabis!

N.I: E voi “blogger” sbagliate mai quando scrivete di questa o di quella idea?

Paz83: quasi sempre, perché finiamo spesso non per parlare dell’Idea in se, ma dell’Idea già manipolata, quindi incamminata sul viale della catastrofe.

N.I: Quindi non siete attendibili…

Paz83: per amor del cielo. Non lo sono i giornalisti, che dovrebbero rispondere ad una certa deontologia professionale, figurarsi un blogger che se va bene scrive a seconda di come si alza la mattina.

N.I: Non le pare ingiusto? Voglio dire, qualcuno si salverà…no?

Paz83: Pochi secondo me, ma è una mia idea. Appunto.

N.I: E lei?

Paz83: Sono molto suscettibile la mattina.

N.I: Ma allora tutto il discorso sulle idee?

Paz83: Ho detto che preferisco, che ne tengo conto. Ma questo non vuol dire riuscirci.

N.I: Il blogger alle volte ha l’idea che con quel che scrive potrebbe cambiare il mondo, o comunque una parte di esso, seppur piccola. Che ne dice?

Paz83: In generale, e non solo qui in Italia, può succedere che baleni in testa un pensiero del genere. Ma in realtà finisce che l’unico che cambia è proprio chi scrive. Io sono cambiato!

N.I: In sostanza sta dicendo che l’idea del mezzo blog è buona…

Paz83: sto dicendo che come tutte le idee, di fondo, è potenzialmente buona, ma poi finisce che l’uso che se ne fa tende a trasformarla in una creatura dannosa.

N.I: Tutti i blog?

Paz83: anche un blog che parla di vegetarianismo può partire come una buona idea, Nobile, ma se questo poi comincia a dire che chi mangia carne è un mostro, e te che mangi carne ti senti in colpa, e finisce che piangi anche quando osservi il tuo gatto che zompetta per casa…allora finisce che l’uso e che la messa in pratica dell’idea è sbagliata.

N.I: Torniamo un attimo indietro. Prima le chiedevo per chi scrive. Adesso le chiedo: Uno che scrive su di un blog per chi dovrebbe farlo?

Paz83: Parlo per me. Ho cominciato a scrivere per me stesso, questo era per lo meno l’input di base. Poi è diventato, almeno nell’idea, uno scrivere di me, ma per gli altri, generico. Alla fine è finita che scrivevo per altri blogger. Un po’ come perdere la verginità.

N.I: Quindi un blogger scrive ad uso e consumo di altri blogger?

Paz83: secondo me una certa tipologia di blogger si. O meglio, scrive ad uso e consumo di altri blogger sostanzialmente perché sono questi a permettergli di salire nelle, se così le possiamo chiamare, graduatorie. Il lettore comune può solo leggere, al massimo commenta, ma non è addentro al meccanismo, così come è strutturato oggi. Secondo me spesso è solo uno spettatore silente. E forse è qui lo sbaglio, nella messa in pratica dell’Idea. E’ come il politico che inizia Idealista, che comincia perché sente la necessità, propria, di fare qualcosa di concreto, prima di tutto per se stesso, per una sua realizzazione, poi pensa di mettere questo suo fare a disposizione della gente, e alla fine succede che quello che fa e che dice diventa un mezzo per un fine che è la scalata nella graduatoria. E mi pare che non sia il cittadino comune ad avere potere in questo meccanismo, almeno ora come ora. Segue il politico in vetta, perché è lì. Ma non ha di certo decretato lui questa sua posizione. Non sempre è così quanto meno. Non trova analogie?

N.I: Quindi i blogger sono come i politici? Questo sta dicendo?

Paz83: No, sono come tante altre cose in Italia. Non è solo la politica. Certo è che spesso il Blogger fa politica, una certa politica tutta interna a questo meccanismo, e utile se all’interno di esso vuoi rimanere.

N.I: Lei sta parlando di caste e meritocrazia. Non pensa, ad esempio, che un blog super citato lo sia in effetti per un valore, magari aggiunto, che riesce a dare a quello che propone?

Paz83: Non metto in dubbio che questo possa succedere, o che succeda. Ma quando vedi post di due righe, che non dicono assolutamente nulla, che non danno nessun valore aggiunto, e che sono citati mille volte, senza che magari sul blog citante ci sia un collegamento argomentato, pro o contro che sia, ma semplicemente una riproposizione, allora quanto meno ti domandi perché. E allora io al perché mi rispondo con la storia della metafora politica di qui sopra. Poi magari giri, e trovi post su blog magari non addentro a questo sistema che anche solo parlando della loro giornata propongo qualità e spunti veri. Che scrivono senza porsi problemi di scalata o ritorno, e proprio per questo riescono a proporre qualcosa di buono, originale.

N.I: E perché se propongono qualcosa di così originale e di valore non emergono dall’ombra?

Paz83: Perché il meccanismo funziona male, o comunque è mal usato. Chi è su vuole rimanerci, chi è giù e vuole salire  si adegua all’andazzo. Nessuno si preoccupa quindi di dare visibilità a qualcosa di valore se questo non ti porta poi un vantaggio. Succede poi che ci siano delle oasi, in questo senso, la eccezioni che confermano la regola potremmo definirle, e che, nonostante tutto, queste oasi siano fertili. E questo è un bene.

N.I: E lei? Come si pone in tutto questo?

Paz83: Io parlo bene e razzolo male, come tanti altri. Ho seguito esattamente lo stesso percorso, quello della metafora politica per intenderci. Poi sono stato messo fuori dalla classifica. E in un certo senso, venendo a mancare certi meccanismi, ho riconsiderato certe cose.

N.I: Un redento, come Bush con la fede cristiana mi par di capire, Mi corregga se non è così…

Paz83: Forse si, è probabile che se fossi ancora in classifica forse non starei a fare tutto questo discorso. Pur pensandolo non lo farei. O lo metterei giù in maniera diversa probabilmente. Vede, l’idea c’è ma la messa in pratica è sbagliata, o lo sarebbe in quel caso. Ma non è solo questione di classifica, e non tutti i blog che sono in classifica, nelle parti alte, per forza di cose rispondono o si muovono dentro questi meccanismi. Ma una buona parte che fa tappo sicuramente esiste. Io, sicuramente stavo tra quelli che si adeguavano all’andazzo. Questo si.

N.I: Un bell’outing il suo. Urgenza di lavarsi la coscienza? Pepe al culo o che so…

Paz83: Non so se sia outing, e se sia io la persona che deve farlo. Probabilmente si, e probabilmente non solo. Ma ogni individuo risponde a quello che pensa.

N.I: Ok, è una domanda retorica, vecchia e consumata. Ma, sono le classifiche il problema?

Paz83: Le rispondo così: è la politica, intesa come strumento, il problema? Io non credo. E’ chi si muove dentro, chi usa lo strumento, che magari lo maneggia o lo interpreta male. Senti dire di tanto in tanto “ah che schifo la politica d’oggi” ma la politica di oggi, sempre inteso come strumento, non è mutata nella sua funzione rispetto a quando è stata creata, anzi, talvolta è pure migliorata, si è adeguata alle nuove necessità. E non lo ha certo fatto da sola. E quindi, uno, da questo lato è pure ottimista.

N.I: Quindi, un blogger oggi, sempre ammesso che si possa usare questa definizione, ritenerla corretta applicata a chi usa lo strumento blog, cosa dovrebbe fare?

Paz83: mantenere la conversazione con gli altri “blogger” ma cercare di aprirsi di più a chi della rete non conosce tutti i meccanismi. Porto un esempio. Mi è capitato di parlare con persone che usano la rete, per svariati motivi, e con altre che la usano, ma in maniera più parsimoniosa. In entrambi i casi sollevavano un problema. Gli capitava di arrivare sui blog cercando informazioni su tematiche varie, ma poi non riuscivano ad entrare nell’ottica di certe discussioni. Rimanevano tagliati fuori. E non perché siano stupidi, tutt’altro, ma semplicemente perché arrivate ad un certo punto queste convergevano verso l’interno della rete. Chiudendo la strada a chi è fuori dalla realtà della blogosfera. Ritenevano, si, alcune “conversazioni” stimolanti e degne di interesse, ma poi queste risultavano prendere una strada per lo più fine a se stessa. Succedeva così che queste persone abbandonassero la via del blog, impoverendo quindi una discussione che veniva a perdere un valore aggiunto. Ossia l’apporto al dibattito di una fetta di utenza che pur non avendo dimestichezza avrebbe anche la sua da dire, ma che spesso, forse inconsciamente viene snobbata. Ed è questo, secondo me, un altro grosso problema.

N.I: Allora i blogger sbagliano a prendersela con certa informazione dei Media su questo mondo…Se siete voi a chiudervi.

Paz83: No, non sbagliano. O meglio, se certa informazione tende da un lato a chiudersi sulle sue convinzioni, senza cercare di esplorare appieno, è anche vero che dall’altra parte i blogger non sono i primi a tentare di convincere, di aprirsi a quell’utenza, quella fetta di persone che poi dai media si informa. In sostanza c’è quindi un muro contro muro e in mezzo tutto il resto.

N.I: La ringrazio. Un’ultima domanda. Perché continua a farsi intervistare da me, suo unico neurone sano?

Paz83: E’ l’unico che si presta evidentemente. E poi perché la forma intervista mi sembra un’alternativa molto più scorrevole ad un post che sarebbe risultato lungo e palloso. Questa, spero, non lo sia più di tanto. Espongo ciò che penso, il che vuol dire che non è regola, o dato di fatto. Ma semplice opinione. Condivisibile o meno.

Neurone Intervistatore: Allora Grazie! E alla prossima.

Manifestanti Ombra: la guerra dei numeri!

Ottobre 27, 2008 paz83 9 commenti

In Italia lo sappiamo, siamo bravi far tornare i conti per comodo e interesse. I numeri tornano sempre per una parte o per l’altra. Appunto. Per una o per l’altra. Non c’è mai un incontro sulla metà del cammino. Mai una volta che si dica, va bene dai, avete detto 500.000, noi abbiamo detto 300.000, facciamo che erano 380.000, o 400.000 a star larghi. Insomma, non c’è mai una volontà in tal senso. E succede tal volta che si sparino delle vere e proprie bombe.

Quando ho letto sui giornali che da una parte, quella del Pd si vociferava di 2 milioni e mezzo di persone ho dovuto rileggere 4 volte. Si, quattro, per restare in tema di numeri. Appunto. Mi son detto che erano impazziti, poi ho letto che dall’altra parte si vociferava di 200.000 persone circa, e anche qui non saprei che dire. Avrei voluto sabato contarli uno ad uno, ma davvero, avevo altro da fare. Mi dispiace. Ora, signori del Pd, per favore siate un minimo meno spudorati. Due milioni e mezzo di persone sono circa l’intera popolazione romana più i 200.000 ipotizzati dagli altri. Ma tra tutti che cappero avete fatto? Avete preso i romani e ve li siete divisi? Come caspita fa a starci Roma al circo Massimo? Ok che è grandino, però..voglio dire…e dai suvvia. E poi mi irrita questa cosa dei numeri. Non dovrebbe valere più la qualità invece della quantità? 100.000 persone motivate, guidate da un manipolo politico concreto fanno certo di più, nel senso del valore, di quanto potrebbero ad esempio fare 3 milioni di persone venute li, guidate da un manipolo allo sbando. No? Allora mi chiedo se tirar al numero più alto non serva come placebo sia alla classe politica veramente poco sostanziosa, parlo di sinistra in questo caso, che a tener alto lo spirito del popolo accorso? Non erano pochi a Roma, non lo erano per nulla. Che motivo c’era di osare una cifra davvero poco veritiera? E’ davvero più importante il numero della sostanza? Sembra quasi che la teoria dell’ombra sia stata applicata anche ai manifestanti. Perché molti o erano ombra o non c’erano proprio. Dite voi…