L’ha detto Aldo Busi a proposito dei giovani, ma non è Pasolini!
Quando leggo di Aldo Busi, o ciò che Aldo Busi ha detto, o meglio, mi sta per dire attraverso ciò che mi appresterò a leggere o a vedere (nel caso della tv, assai raro) so già, quasi per certo che qualcosa in me nel bene o nel male scatterà. È un provocatore, un bravo provocatore. Spesso tacciato di essere un urlatore, di cultura, ma pur sempre urlatore. Questa volta leggo un virgolettato di un articolo, e subito penso a Pasolini, ma penso anche che Busi l’abbia davvero fatta fuori dal vaso. Forse ha generalizzato un pochino troppo.
“La nostra è una gioventù di non lavoratori, i ventenni pensano a frequentare università-parcheggio come Scienze della Comunicazione. Al massimo si iscrivono a Giurisprudenza. Sono gli stranieri che provvedono a noi e non i nostri ragazzi”
“Il senso del lavoro e della cultura del Nord non è entrata al Sud, ma la cultura barbarica del Sud è arrivata fin qui. Siamo tutti terroni. Solo il 10% dei ragazzi si laurea da Roma in giù, gli altri pensano a farsi le canne, ad avere i capelli rasta, a girare con i cani. Fanno i barboni, ma sono figli di borghesi”.
Mi torna in mente dicevo, quel Pasolini del 1968, quello de “Il PCI ai giovani”, che vi consiglio di leggere, con la sola differenza che oggi un Pci non c’è, né c’è tanto meno Rc, né quasi il Pd, insomma, la sinistra, una in cui identificarsi, una contro cui valga anche la pena di scontrarsi non c’è, non ancora. E se non c’è il senso del lavoro e della cultura che c’è al Nord è anche perché una parte di quei figli di Borghesi, forse radical Chic oggi, vai a sapere, non ha imparato con gli anni a donare un fiore al poliziotto, ma ha continuato a dargli le botte (letto nell’ottica della poesia sopra linkata). Voglio dire che non si è fatto nulla per trainare il Sud, che è pur vero, hai i suoi problemi. In compenso si è omologato, il nord italiano, a quello generalmente occidentale, guardando il sud con un’ottica funzionale alle proprie esigenze, e non solidale. Non cercando magari un punto di contatto utile ad allinearlo. La nostra gioventù, pur con tutti i suoi indiscutibili difetti, a qualcuno dovrà pur aver guardato, no? BUON WEEKEND!












Concordo in pieno con la questione dei barboni borghesi. Il dato dell’università, invece, mi sembra un po’ campato in aria: sono pure troppi i ragazzi che si laureano oggidì
Busi, pur con i suoi difetti non e’ certo uno stupido. Purtroppo debbo dargli ragione al 99%
non conosco abbastanza il Busi “opinionista sociale” per esprimere un parere completo, ma lo stimo come uomo di cultura. Mi stupisce però la sua seconda frase virgolettata, e non tanto sul tema del lavoro, quanto su quello della scuola: ho avuto modo di conoscere sia realtà del sud, che realtà del (centro-)nord e ti assicuro che (forse proprio perché la disoccupazione è più grave al sud?) il numero dei ragazzi che finiscono, non l’università, ma le superiori è di misura più elevato al sud che non al nord, dove invece i ragazzi smettono di studiare a 14 anni per andare a lavorare (forse perchè esistono probabilità maggiori di trovarlo, un lavoro?). Non so.. non ho fatto nessuna ricerca per esser certa che corrisponda a verità ciò che ho riscontrato personalmente; di sicuro, però, quello esposto da busi non è lo stesso quadro che ho visto io (di certo non roseo, comunque)
io quando leggo ste cose me ne vado fuori di testa…ma come si permettono di criticare l’unica generazione che non c’entra nulla con lo sfascio dell’italia…guardino cosa l’italia ha saputo insegnare ai propri giovani, criminali immunizzati al governo, informazione spazzatura, memoria storica cancellata, razzismo…Busi è un pagliaccio, ci fosse ancora Pasolini gli darebbe due sberle…
Temo che stavolta Busi abbia peccato di qualunquismo. Sono anni che i settentrionali si lamentano che la maggior parte dei giudici, funzionari, medici e così via sono meridionali perchè al sud non si trova lavoro ed i ragazzi preferiscono frequentare l’università invece di ambire alla “fabbrichetta” già dai 18 anni. Ed i barboni figli di borghesi c’erano già ai suoi tempi.
Apparentemente al sud i barboni figli di borghesi sembrano essere più numerosi di quelli del nord: in realtà non vengono relegati e ghettizzati solo in determinate zone o locali della città. Al sud girano con i cani e si fanno le canne anche in centro, al nord si chiudono in casa o frequentano posti più periferici. I comuni del settentrione li evitano come la peste, allo stesso modo di zingari, tossicodipendenti (seri), immigrati…
Giulia
concordo pienamente con Busi quando dice che si sta diffondendo la cultura del “non lavoro”…fin troppa gioventù è convinta che il successo personale non sia legato all’impegno…
Ma Busi è anche sociologo??
Mi spiace ma la “provocazione” sul Sud terra di ignorantoni l’ha già lanciata la ministra Gelmini; è davvero patetico questo Busi, ma l’avete mai visto o ascoltato? Non dico letto perché è improponibile come scrittore ma paragonarlo a Pasolini è possibile solo per i gusti sessuali per il resto non c’è da provarci nemmeno.
@Mauro: Il mio voleva essere proprio un: Pasolini poteva forse permetterselo. Ma Busi no. Era provocatorio ovviamente. Certo che esser preceduti anche dalla Gelmini…annamo bene!
Niente di nuovo, insomma
Byez
oddio,
busi e pasolini, li vedo così distanti…
Io Busi non lo reggo. E non riesco neanche a vederci dietro tutta la sofferenza che (non solo lui) ha vissuto nella sua tormentata adolescenza.
Ci credo che solo il 10% dei ragazzi si laurea da Roma in giù: la restante percentuale studia tutta al Nord.
Prendo, come campione, gli universitari della mia città (Matera): mezza Pisa e 3/4 di Parma sono colonizzati da studenti universitari materani.
Busi, però, ha schifosamente ragione quando dice che molti di loro fanno i barboni, ma sono borghesi. E si cagano anche la faccia per un euro, spesso e volentieri.
CHE FINE HA FATTO ALDO BUSI?
si, Busi non è Pasolini…e per fortuna! che di seguaci di PPP con il carico di sensi di colpa catto-cattolici abbiam già riempito il baule. Ciò che dice AB non è semplicemente vero: è del tutto evidente.