Brunetta, Class Action e Decurtazioni. Lobotomie ministeriali
Quando il ministro Brunetta dice di voler “dare un prezzo” al lavoro, al bene creato dal pubblico impiego nei confronti del cittadino mi trova d’accordo, eccetto che per il termine. Io lo definirei “valore” e non “prezzo”. Quest’ultimo termine è destinato al privato, inteso come azienda che crea un bene destinata ad un consumatore. E a quanto mi par di capire il ministro non si sogna nemmeno una privatizzazione del Pubblico Impiego. Almeno per ora. Di conseguenza anche il discorso della Class Action( per quanto riguarda l’Italia), pratica già in uso in molti paesi occidentali può rientrare in una logica atta a rafforzare questa “produttività” del PI. Direi che su questo dovremmo essere tutti d’accordo. Un cittadino può e deve avere il diritto di rivalersi nelle sedi e nei modi prestabiliti dalla legge in caso di mancata o “errata” adempienza ad un servizio richiesto, come del resto succede in ambito privato. Quello che non torna è il dopo. Ovvero, le fondamenta su cui questa Class Action dovrebbe poggiarsi, il sistema giurisdizionale e giudiziario amministrativo. Se, come prevedibile, dopo il via a questa possibilità di praticare azioni legali amministrative il sistema non sarà snellito come si pensa di far fronte ad’un ingolfamento che pare quasi scontato? Già adesso i tribunali sono carichi di lavoro, le pratiche si accumulano sui tavoli, i mezzi sono, perché lo sono, obsoleti e inadatti a far fronte ad una perenne mole di lavoro, per altro sempre in costante aumento vista la difficoltà nell’incamminare la più elementare delle pratica nel suo binario burocratico. Cosa succederà quando si addosseranno anche tutte le pratiche atte a far “neri” -citando il Brunetta- i manager e gli amministratori del PI? Perché nel giro di pochi mesi la gran parte del problema non sarà certo rientrato. Un mal costume italiano, qualunque esso sia, si sa è duro a morite così, da un giorno all’altro. Non si poteva prima preparare il terreno? Fare in modo che fosse adeguato ad accogliere lo tsunami di richieste che arriveranno nei mesi a venire?
Altro punto traballante, al di là di quei cazzo di grembiulini che tanto gli piace tirar fuori (e che io ho sempre odiato) è quello delle decurtazioni nei confronti degli assenteisti. È vero che come deterrente non è male. Coi pochi soldi che ci son in Italia sarebbero bastate trattenute da €5 sulla busta paga. Però, quando l’ho sentito dire che purtroppo qualcuno ci avrebbe rimesso, che gli dispiaceva di quelli febbricitanti costretti al lavoro, mi son girati un pochino i cocones. Mettiamo che uno abbia seri motivi, che sia costretto da problemi gravi, ad una visita di controllo ad esempio, probabilmente pagata, non saprei. Come la metterà quando dal suo stipendio gli verranno pure decurtati dei soldi? Quando ieri, a matrix, ha detto che l’indagine pilota l’aveva fatta a mo di Bricolage matematico ho capito: ecco un altro che fa le cose alla cazzo di cane. Passatemi il francesismo. Punizioni generaliste, che finiranno per colpire, quasi sicuramente in maniera più dura, quegli individui già deboli all’interno del sistema sociale, e opzioni d’azione legale che non tengono per ora conto dei già stressato sistema giudiziario. In tutto ciò qualcosa di positivo potrà anche esserci, ma le premesse non sono per nulla simpatiche.



















Io Brunetta proprio non lo sopporto..
in realtà stavo cercando di trovare qualcuno che avesse intenzione di avviare una Class-Action nei confronti della iniqua quanto arbitraria e discriminatoria misura di decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia ai dipendenti del pubblico impiego. Penso che sarebbe assolutamente appropriato e fondato anche da un punto di vista giuridico. In poche parole i miei soldi li rivoglio indietro. Che ne dici?
Daniele Piovesan
ma la ricetta brunetta contro i fannulloni è ovvio che funziona. Toglie stipendi. E’ altrettanto ovvio che così frega gli onesti che si ammalano, sto stronzo!
@duhangst: certe idee non sono male, è come le si applica che è sbagliato.
@daniele: sarebbe una bella beffa…hihi
@prefe: tu riesci spesso a sintetizzare il mio pensiero, grazie!
MALGOVERNO NELLA P:A:in quel di Castelraimondo serve maggiore vigilanza e controllo sul territorio.Dal febbraio 2002 l’amministrazione comunale tiene,illegittimamente demansionato,estromesso,eliminato dall’ufficio il comandante dei vv.uu;(uno dei quattro dipendenti comunali laureati,di ottima condotta morale e civile,incensurato,senza alcun procedimento penale o giudiziario a carico),sostanzialmente senza fare quasi niente,a spese del contribuente.(Vedere sentenza immediatamente esecutiva,in internet,alla voce DEMANSIONAMENTO CAMERINO)