Alixir di lunga vita? No. Barilla, Multinazionali e Vannamarchismi d’oggi
Vi ricordate il post di Sara Taricani di qualche giorno fa? Quello che metteva in guardia dalle recensioni sul web? In quel caso si faceva riferimento ad un post apparso su Gekissimo (e poi rimosso immediatamente una volta fatta presente la cosa) che recensiva una di quelle bevande cosiddette Energy drink. Nulla di sbagliato se non fosse che in quel caso non era stato spiegato che quel prodotto poteva avere anche effetti negativi (ribadiamo che non era a scopo commerciale, ma solo informativo. Giusto per chiarezza) e che quindi poteva essere interpretato male da eventuali lettori non attenti.
Lo prendo come esempio, pur nella diversità del caso, per parlare di un altro fatto che ha come argomento, in un certo qual modo, sempre una sbagliata o falsata comunicazione del prodotto che presenta. Questa volta però non si tratta di un giovane che pecca di ingenuità e inesperienza (può succedere, e finita lì, si impara e non si ricasca più nell’errore), ma di una multinazionale, la Barilla, che dietro ad inesperienza e ingenuità certo non si può nascondere. Tutt’altro. Parlo, nello specifico, della linea di prodotti alimentari, cosiddetti salutari, a marchio Alixir, facente capo al gruppo Barilla appunto. L’antitrust ha sanzionato la Company emiliana per un ammontare di 200.000 euro. Motivazione? Le diciture riportate sulle confezioni e gli slogan che accompagnano il prodotto sono non veritieri, e anzi, ad essi era collegata una proposta di programma nutrizionale (sbircia nel sito và) che, come si legge nell’articolo “poteva distogliere il consumatore dal considerevole apporto calorico” dei prodotti. Insomma, ti dicono che fa bene, è leggero e rallenta l’invecchiamento mentre ti bombano di calorie. Un controsenso che solo nell’ottica degli attuali sistemi di mercato poteva venire fuori. In particolare si fa riferimento alla dicitura che reclamizza un Rallentamento dell’invecchiamento cellulare. Cosa, a quanto pare, non vera. E insomma, non ci voleva mica Pitagora per arrivarci.
Qualche tempo fa anche un altro grande marchio fu costretto a pagare, questa volta qualche centinaio di milioni di dollari. Era la francese Danone, che si trovava a fronteggiare una
penale negli Stati Uniti. Colpa? L’activia – si proprio quello che qui ci scassa le palle con la Marcuzzi, mentre la scassa le palle con Jamie Lee Curtis - proponeva una formula ingannevole. Veniva proposto come Yogurt dalle qualità “benefiche” quando in realtà era, ed è uno Yogurt ORDINARIO. Insomma, nulla di speciale dal punto di vista scientifico. Come nulla di speciale dal punto di vista scientifico, e tanto meno da quello miracoloso, hanno i prodotti Alixir, marchio della Barilla. Negli ultimi due casi ovviamente, Barilla e Danone, c’era un’intenzionale volontà di raggirare il consumatore creando in lui quella necessità illusoria di “beneficio”, beneficio di cui i prodotti venivano impregnati. Ma a quanto pare il beneficio agiva e agisce a senso unico, con lo stesso modus operandi del sale di Vanna Marchi.
Questo per dire che è facilissimo imbattersi, per varie ragioni, in situazioni che non rispecchiano propriamente la realtà dei fatti, vuoi per inesperienza, vuoi, purtroppo, per una chiara volontà di raggirare il consumatore. Non dimentichiamo che le grandi multinazionali Italiane in fatto di omissis sono ai primi posti, basti pensare a Parmalat che si “dimenticò” di informare i suoi azionisti e consumatori che semplicemente stava Crackando.
Per questo motivo è sempre meglio verificare più e più volte. E mi piace l’idea di concludere con una frase che ho letto ieri sul blog di Teiluj: “fidarsi non è bene, non fidarsi è già meglio, ma se ti impegni puoi migliorare”.




















La cosa curiosa di questo genere di prodotti “naturali” (e di tutti i vari Vannamarchismi) è riescono comunque ad attirare clienti delusi da farmaci e cosmetici “tradizionali”, e nessuno fa presente che spesso le loro qualità sono meno garantite di quelle dei farmaci stessi.
Bel post.
purtroppo hai ragione, vige un’aria di disinformazione. Anche per quanto riguarda i farmaci comunque non si scherza. Basti pensare alla disputa che riguardò le informative sui farmaci da banco…
Ma Alixir non è il nome della Nuova Alitalia?
E’ come sempre… e come sempre sarà…
Vuoi un altro esempio?
Pantene Pro-V alla Pro-Vitamina…
Saran 15 anni che è sul mercato.. con la sua famosissima PRO-Vitamima, che però non esiste..e lo dissero tempo addietro degli scienziati..
Poi non so nel frattempo i ricercatori pantene hanno preso qualcosa a caso brevettandolo come “pro-vitamina” per non togliere il marchio dalle boccette… visto che c’è ancora.
Ma a parte tutto questo, c’è qualcuno che del “giocare contro” vuole fare la propria forza..
Il Latte Zymil viene pubblicizzato privo di “batteri probiotici” (che sarebbero quelli presenti in prodotti come Activia, Danacol, e quell’altro per rinforzare le difese naturali di cui ora mi sfugge il nome).
Ma come hai già detto tu, l’interesse non è la salute delle persone.. ma il marketing da adottare per guadagnare di più.
Tutto ciò non mi sorprende anche se è vergognosamente scandaloso!
azz e mo’ chi glielo dice a mia madre dell’activia?… :)
Sfruttano la via dell’insolito, del non scientifico, della facilità di miglioramenti lampo, e fregano la gente. Comunque tu tienici informati, dovesse capitarci qualche prodotto che uso anch’io. O_o
Quello che si può aggiungere è che non basta avere pagerank 5 per guadagnare credibilità sul mercato… :-)
Simone
Quello che si può aggiungere è che non basta avere pagerank 5 per guadagnare credibilità sul mercato… :-)
Simone
Le scorciatoie sono sempre dietro l’angolo….