Hamburger Austerity
E così, guarda un po’, mcdonalds punta sull’austerity. Da un lato fa ridere l’idea, dall’altra invece rende ben chiara l’entità della crisi economia in atto un po’ in tutto il mondo, non solo negli Usa.
Quando sfogliando repubblica leggo che la catena di ristoranti fast food più famosa al mondo ha deciso di mettere a dieta il paninozzo mi incuriosisco. Inizialmente sorrido, poi un po’ meno. L’istinto è stato quello di pensare: bah, starà mettendo in atto un piano alimentare per far fronte alla piaga dell’obesità in america. Dopo tutto è una spa, una multinazionale, e come tutti saprete, negli ultimi anni molte di queste grandi aziende hanno deciso di introdurre nei loro piani delle linee d’azione per il sociale, questo per venire incontro alle grazie e di certe situazioni politiche e dei consumatori, che sempre più chiedevano una dimostrazione di sensibilità verso certe problematiche e meno spregiudicatezza sul mercato. McDonalds invece non ha messo a dieta i suoi menù da un euro come azione per contrastare l’obesità, ben sì per far fronte al caro prezzi alimentare, e ti pare? Prima bisogna rendere conto agli azionisti, e quindi se il prezzo del cibo aumenta loro diminuiscono le quantità degli ingredienti nel panino e nelle patatine. Lo hanno fatto per venire incontro al consumatore, dicono. Facendo così riusciranno a mantenere i prezzi livellati e non dovranno aumentarli. Perché si capisce che se il cibo costa tanto per McDonalds è anche vero che anche per gli americani ultimamente non deve essere proprio una passeggiata. Tra costi di guerra, mutui che salgono, banche che falliscono, ora c’è pure McDonalds che si autoimpone l’austerity











Matematico: aumenta il petrolio, aumenta la plastica e quindi…. devono aumentare anche i panini di McDonald.
Elementare Watson!
Non avrei mai pensato che McDonald’s e Austerity si potessero coniugare.
Viva gli agriturismi, che di questi problemi non se ne fanno. Forse perché usano ingredienti genuini? Può darsi