Esercito nelle città Italiane a Conti Fatti o mica tanto
LA DOMANDA…
C’è una cosa che mi domando, e cioè perché invece di investire soldi in grandi ed inutili opere (almeno al momento) non si investe in cose di cui il paese ha davvero bisogno?
CONTI IN TASCA..MA A CHI?
Il ponte, per fare un esempio, dovrebbe costare:
4.732 milioni di Euro di cui 3.410 per il ponte e 1.322 per gli allacci stradali e ferroviari.
Una bella sommetta per un’opera che, stando agli analisti, ammortizzerà i costi e comincerà a portare degli utili dopo il 2030 circa, una cosa più che normale quando si parla di opere di tale entità. Lasciamo da parte la questione ambientale, i pro ponte e i contro il ponte. Faccio l’esempio del ponte a rappresentanza di opere più o meno grandi, che però, nell’immediato non portano secondo me nulla. Dall’altra parte invece ci sono necessità impellenti nel paese, come il rinnovamento del sistema d’istruzione, in tutte le sue fasce, che, ora come ora mette in seria crisi sia docenti che studenti. Poi c’è ad esempio il problema sicurezza, inteso anche come mantenimento degli organi preposti a tale compito: si è pensato di mandare l’esercito nelle città italiane, in alcune per ora, con un numero di circa 3000 unità militari, che però, per quanto mi pare di capire, dovrebbero aumentare nei prossimi tempi. I costi? Non è che l’esercito viene gratis, non si muovono in maniera straordinaria 3000 uomini, un bel contingente, senza che questo influisca sulle casse dello stato, e dunque sulle tasche del cittadino(oltre le spese delle già presenti forze dell’ordine lasciate allo sfascio). Ho letto che così libereranno dal presidio di postazioni fisse (ambasciate, consolati, luoghi religiosi, punti sensibili) uomini dell’arma dei carabinieri, della polizia e dei vigili urbani e altre forze, che così potranno andare a rinforzare l’attività di controllo e presidio sul territorio come da loro compito ordinario. Ok, perfetto. A questo punto mi sorge una domanda: mettiamo l’esercito per disimpegnare uomini delle forze dell’ordine da compiti che li terrebbero lontani dal controllo del territorio nazionale, li mettiamo e dobbiamo sostenere quindi una spesa plus per uomini il cui ruolo sarebbe altro. E i finanziamenti alle forze ordinarie? Voglio dire, si aspettano ancora agenti e finanziamenti promessi da Amato, non certo l’altro ieri, i sindacati sono pronti a scendere in piazza a protestare per lo stato in cui le forze dell’ordine sono lasciate: casse vuote, mezzi obsoleti, pochi investimenti nelle tecnologie, di conseguenza anche poca sicurezza per gli uomini che tutti i giorni dovrebbero difenderci. Ecco, io questa cosa, forse nella mia ignoranza non la capisco. Non si poteva girare dei finanziamenti a loro ad esempio? Casse piene = possibilità di mantenere un apparato efficiente, dai mezzi agli uomini, preparazione e sicurezza (degli stessi, e per noi stessi) migliori. Casse piene vuole anche dire maggior gratificazione per gli uomini che vi lavorano e rischiano, ma vuole anche dire un buon incentivo per nuove ed eventuali leve che poi andrebbero ad operare sul territorio. E tutto questo sarebbe possibile in molto meno dei 245000 anni di un ponte, senza dover muovere l’esercito.
L’ESERCITO NELLA LOTTA ALL’IMMIGRAZIONE?
L’esercito per la lotta all’immigrazione? Ma dai, non si esagera un pochino? Uomini a presidio dei cpt? Il problema sarebbe risolto se si capisse che cpt e cie (centro d’identificazione e di espulsione) non sono strutture troppo lecite e che, come si può vedere, non sono la soluzione, se non alla crescita di divisioni e rancori.
INVISIONE CINEMATOGRAFICA (trailer)
Quando sento parlare di militari in città (a momenti nemmeno gli stati uniti dopo l’11 settembre gli hanno usati) mi viene sempre in mente il film “The Siege – attacco al potere” dove un Bruce Willis a capo delle forze armate, dopo pressioni politiche, porta l’esercito a New York per la caccia ad una cellula terroristica, finendo per proclamare la legge marziale, portando avanti atti di discriminazione, con tanto di simil CIE negli stadi. Insomma, non è il nostro caso, ma la storia (1998) voleva narrare come sia facile cadere nel torto usando la forza avviluppata da ignoranza e cattiva gestione del dialogo e della integrazione.
L’OSCURO DILEMMA
L’ultimo interrogativo che ho è: non sarà che quello dei militari in città vuole essere un tentativo di lanciare un segnale? Se così è, non posso che sostenere che quel tipo di segnali non porta mai nulla di buono.



















E’ quello che penso io. Domani ne parlerò anche dalle mie parti, condito da disinformazione televisiva da fare rabbrividire.
Quel che mi chiedo è chi scrive i discorsi di La Russa..
Serve solo a sedare eventuali sollevazioni popolari degli italiani ancora con un cervello pensante in modo autonomo. Punto. E siamo ormai in uno stato di polizia, scordatevi le repubblica!
ah
come sei sospettoso,
io vado a lavorare e ho la borsetta. Il mio vicino di marciapiede va a lavorare e ha il mitra.
Certo, meglio non litigarci…