No Cav Day: Il giorno del Caimano
Scrivevo questo ieri in quel nuovo spazietto che mi sono creato. Lo scrivevo a qualche ora dall’inizio del No Cav day. Lo scrivevo nel finale perché sicuro che sarebbe stata la degna conclusione nell’attesa di quel che poi si è verificato. Chi meglio di noi blogger sa quanto sia una brutta bestia l’autoreferenzialità, no? Ecco, ieri ad esempio Beppe Grillo(il discorso), alias comico, alias uomo antipoltico, alias “blogger?” ha fatto la stessa cosa. Uno spettacolo incentrato su se stesso. Non sto nemmeno qui a tirar fuori Napolitano e la storia dei rom che non ne vale la pena.
Poi tocca alla Guzzanti, personalmente mi piace, detesto col cuore suo padre, ma sono gusti. Per un pugno di pompini però mi disturba che nessuno si ricorderà di tutti gli altri interventi, da Ovadia a Travaglio e via dicendo, il vero cuore della manifestazione. Berlusconi è un cancro, lo dico, lo confermo, ci credo, e non cambio idea. L’informazione è una diarrea, inconsistente al tatto, i fatti, quelli veri ci scivolano sopra. Ieri Moretti è uscito dalla piazza, aveva ragione, i suoi girotondi erano tutta altra cosa. Furio Colombo è salito sul palco, sembrava volesse dire: fermi, non avete capito niente. Aggiungo io: Coglioni! Ceccarelli nello speciale di repubblica on line ha detto che è ovvio che tra un politico e un attore sarà l’attore ha riscuotere l’attenzione del pubblico. È un peccato, perché adesso ne approfitteranno, ci faranno concentrare su quel pugno di pompini e non ci accorgeremo dell’amplesso del governo nel nostro culo. Di Pietro, poverello, ora è solo, ma è stato l’unico a battibeccare contro la “cupola” di montecitorio. E ora come la mettiamo? Autoerotismo? Forse il dialogo andrebbe cercato tra le parti dell’opposizione e le botte date al governo. No?
Infine leggo di Berlusconi che definisce la piazza spazzatura. La spazzatura si ricicla e torna utile Cavaliere, lei speriamo davvero che sparisca tra i fumi della storia, per non essere più epigrafici.
Intanto gente, il lodo Alfano continua la sua corsa, la robin-tax farà più male che bene, i militari presidieranno il duomo di Milano e chissà quale altra diavoleria e la questione rom è ancora li.
E poi: i fatti del g8 di Genova? Invece di pensare al pompino, che tanto, lo schifo che quello là ha combinato non salta mica fuori, pensiamo a mettere in moto una commissioneche verifichi sull’azione criminale portata avanti da quell’esecutivo. Il papa non lo tiro fuori nemmeno, non è politica per me, non rappresenta niente, se non vuole essere tirato in mezzo pensi a dire l’angelus e per il resto si faccia i fatti del Vaticano. Se poi avrà a che fare coi diavolini Frocioni lo saprò la sua coscienza.
Per il resto ecco la sinistra che si zappa i piedi e rafforza il cancro, dovrebbero essere la che mio e invece sono la metastasi. E Ovaia, Borsellino e gli altri sono già un ricordo vago



















Adesso si rischia di aver rafforzato B.!
Condivido la tua “sconsolazione”. Il vero problema è che abbiamo totalmente perso la concezione di Politica, affidando tutto a fenomeni mediatici, creatori di fenomeni mediatici e sfruttatori di fenomeni mediatici. E che non ci si lamenti quando sentiamo che “la piazza è spazzatura”. QUESTA piazza un po’ lo è. O almeno lo è questa strumentalizzazione della piazza.
Un’altra occasione persa. E speriamo ce ne rimangano altre.
Ciao.
I.
mio avviso le frasi piu’ irrispettose dette in Italia negli ultimi mesi sono quelle pronunciate da Mara Carfagna.
L’attuale Ministro delle Pari Opportunita’ il 15 febbraio 2007 al seminario Donna, vita e famiglia, da lei stessa organizzato (dunque immagino che le idee fossero frutto di riflessioni, che le parole fossero state preparate, seppur minimamente, e che non si sia trattato di un momentaneo attimo di stanchezza che ha limitato l’afflusso di sangue al cervello), e’ riuscita ad esternare frasi del tipo che «non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili» e che «per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare» ». Ora, io non ho nessun pregiudizio contro la Carfagna, mi sta anche simpatica e mi fa pure un po’ pena, catapultata cosi’, da un giorno all’altro e senza nessuna esperienza, in un mestiere cosi’ difficile e di responsabilita’ come quello di Ministro della Repubblica Italiana.
Non so se abbia leccato il pene di Berlusconi, e nemmeno mi interessa piu’ di tanto.
Tra l’altro Carfagna non dovrebbe nemmeno essere completamente cretina, in quanto laureata in Giurisprudenza (con una votazione di 110/110 con lode) con una tesi in Diritto dell’informazione e sistema radiotelevisivo. (Forse era meglio farla sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni).
Ma allora, come si fa a dire che per volersi bene il requisito e’ poter procreare???
Che forse non si vogliono bene madre e figlio?
Devono per forza essere incestuosi per amarsi?
Oppure nel caso io fossi sterile, incapace di procreare, non potrei voler bene a una donna?
Non potrei sposarmi?
Non potrei formare una famiglia??
E che dire delle coppie che volessero adottare un bambino, invece che crearlo dal loro sperma e ovulo?
Anche la ministra Carfagna e’ figlia della cultura italiota, fomentata dalla falsa tolleranza vaticana, irrispettosa delle differenze, incapace di concedere diritti a chi si bolla come altro, diverso.
Carfagna, si vergogni, lei non e’ un ministro.