Eran Rose e appassiranno…quando la politica non lascia il segno

Questo governo non s’aveva da fa. Peccato che poi le cose non siano andate in tale direzione. È dura dover dare torto ad uno come Montanelli, anche per il semplice fatto che hai sempre il timore che quello esca incazzato dalla bara per venire a smazzuolarti. Poi Biagi andò sulla tomba di Montanelli e gli disse: “sai avevi detto che il paese aveva bisogno di una bella vaccinazione di Berlusconi…ho paura che abbiano esagerato con la dose“
Poi anche Biagi ci ha lasciato, e la mia sensazione ora è quella che in parte ci si sia assuefatti al Berlusconismo, quella che dopo è arrivata è stata un’overdose. Montanelli lo diceva nel 2001, sono passati otto anni ormai, e siamo ancora qui. In parte la colpa è stata proprio della sinistra, impersonata da quel personaggio che per anni è stato contrapposizione del Berlusconi politico.
Oggi pare, secondo Repubblica, che il gradimento del paese, nei confronti dei due grandi big della politica e dei loro rispettivi partiti, sia in calo vertiginoso. Molto, pare abbiano pesato, alcune decisioni come quella di certe sospensioni dei processi. Insomma, gli italiani non sono mica scemi. Non convincono le manovre del governo, c’è poco da fare, non c’è trasparenza, e la continua polemica puerile e senza sbocchi non aiuta. Insomma, tanti auguri, ma governo e governo ombra non pare stiano riscuotendo questo appeal sulla nazione.
Se son rose fioriranno, si dice sempre. Bene, qui l’arido le sta bruciando tutte, non lascia via di scampo. Quello che però rimane, anche su di una rosa bruciata dal caldo, sono le spine, quelle spine nel fianco dei due schieramenti. Lega e Italia dei valori, rispettivamente il signor Bossi e il signor Di Pietro, del resto gli unici due che abbiano ottenuto risultati forti e veritieri alle scorse elezioni. Il Pd fu vittima di una catastrofe epocale, sbagliò tutto, il Pdl vinse non per fiducia nei suoi riguardi, ma per una tremenda paura che potesse risalire un esecutivo come quello Prodiano che mai l’Italiano medio avrebbe voluto ritrovarsi di fronte. Cornuti e Mazziati.
E a tre mesi dal voto espresso c’è già oscurità sul governo e i suoi diretti contrapposti. Questo lascerà nuovamente strada a quel sentimento definito, forse a torto, antipolitico e che trova due ottimi interpreti nel senatur e nell’ex magistrato. Sono curioso di vedere come andrà la manifestazione di martedì 8 luglio a Roma, in favore della magistratura e contro Berlusconi, ma anche contro l’immobilismo di un’opposizione che lascia poche speranze e tanti dubbi. Ad Maiora!










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