C’è chi l’acqua se la sogna
Ieri mattina mi trovavo a casa di mio padre, un appartamentino al secondo piano di un palazzone che si affaccia su via emilia, dal balcone si vedono la ghirlandina, la fontana del Graziosi e la casa di Enzo Ferrari, tutte li, a pochi passi. È stata una mattina di risveglio traumatica dopo una notte dal caldo atroce, una mattina amara dopo l’uscita dell’Italia Donadoniana dall’europeo. Ma più di tutto è stato un risveglio secco. Mio padre mi aveva svegliato alle 7.30 prima di andare al lavoro, avvertendomi che entro un’oretta avrebbero staccato l’acqua per manutenzione del palazzo. Alle 9 riapro gli occhi, gonfi, il corpo umido e si, mi scappa, solida e impetuosa. Mi reco al wc, apro l’acqua del lavandino e…getto color ruggine. Il terrore mi assale, riprovo. È una triste verità. Mi scappa, sembro pelle moschicida, appiccicosa, sembra che sul mio corpo sia passata la mille miglia dei chupa chups sleccazzati. Mi arrendo, trattengo, l’unica è gettarsi miseramente a letto e dormire. Due ore dopo vengo svegliato dalla solita Giuditta. Caffè? Ok, ci sto. Magari ci scappa che mi distraggo e non penso che mi scappa. Mentre andiamo al bar faccio una considerazione delle mie: cazzo, sono da due ore senza acqua e la mia vita sta già andando a rotoli, è bastato il getto color ruggine a gettarmi nel panico più totale, l’impossibilità di defecare e dare giusta sepoltura alla cosa, l’impossibilità di lavarmi. È inevitabile nell’ironia delle cose, mentre cammino come se mi avessero piantato un palo in culo, pensare a chi dispone di acqua solo per un paio di ore al giorno, acqua magari nemmeno potabile. È impossibile non pensare a chi l’acqua proprio se la sogna, e la vede come una speranza di domani, forse, poi, si vedrà, più che un miraggio che è già troppo dissetante in sé. Giuditta mi dice che posso andare al bagno pubblico volendo. No! E te pare che son pure schizzinoso? Cresci paz che il mondo non è tutto rose e fiori, a volte è desertico!




















Il problema dell’acqua in certi posti è veramente una tragedia purtroppo..
C’è anche che siamo troppo ben abituati, chissà come sarebbe se anche noi dovessimo svegliarci la mattina, alzarci dal nostro comodo giacilglio e spararci trenta chilometri (se finisce bene) per andare a prendere dell’acqua…
ad maiora…
Non per niente viene definito Oro Blu. E in capo a 50 anni finiremo male, molto male. Troppo spesso ci dimentichiamo che le piccole cose influiscono sulle grandi cose. E non è un battito di farfalla.
Mai e poi mai in un bagno pubblico. E’ il mio credo.
Inizieremo a rendercene conto quando sarà troppo tardi…
Al dilà della serietà dell’argomento io pensavo che in Emilia ci si lavasse con la mortadella liquida e ci si ascigasse con la piadina. Mi sa che così non è.
@Khenzo: sai che bella cosa ci verrebbe fuori con questo caldo? Mamma mia ho la nausea solo a pensarci.
@Duhangst: Già, e noi qui manco ci rendiamo conto. Non basta il bel documentario per far capire.
@Lonejeps: ecco, sarebbe una di quelle cose da provare, se non altro per rendersi conto della cosa, ma secondo me basterebbero anche 5 km per avere l’idea più chiara
@Holdme: hai ragione, anche le piccole cose fan la differenza, so che suona retorico, ma è la pura verità
@Signorponza: e dire che qui son anche puliti, ma arriverà il giorno in cui anche noi dovremo scontrarci con la dura realtà dei fatti e dei cessi pubblici
@Artemisia: io mi auguro un po prima, ma credo tu abbia ragione
occhio rischiavi di pisciarti addosso a letto :/
Altro post in cui dimostri tutta ma proprio tutta la tua sensibilità, che è proprio tanta! Anch’io tempo fa feci un post simile dopo aver visto una puntata di Report. Vero, a volte prima di partire con ragionamenti e elucubrazioni forse basterebbe solo guardarsi un po’ attorno…