Oggi è la tappa del Pirata

2008 Maggio 31

Avevo all’incirca dieci anni quando Pantani mi fece innamorare di questo sport.

Ci sono persone che riescono a coinvolgere intere generazioni, non con le parole, ma con un semplice gesto.

Quella tappa, questa.

Ci si alza in piedi sui pedali, la fronte che gronda sudore, e si spinge più che si può.

È la vita

16 Responses leave one →
  1. 2008 Maggio 31

    bei ricordi del pirata! Ti ho linkato! :P

  2. 2008 Maggio 31

    grande grandissimo immenso Pirata !!!!!

  3. 2008 Maggio 31

    @http500: hai ragionissima. Bei ricordi! Grazie del link, ma fammi vincere anche qualche concorso tipo sexy piattola blog…hihi
    @Wolly: grandissimo si, indipendentemente dalla sua fine, è sulla strada che ho visto il valore dell’uomo. E oggi a legger mortirolo mi è tornato in mente quando esplose davanti a tutti in quel gesto atletico che ripropose ancora e ancora…

  4. 2008 Maggio 31

    Quindi se io qui ora scrivo che purtroppo non concepisco più il ciclismo (in generale ogni sport *.* che abbia a che fare con dosi di peniflotanpetone – non esiste, inutile, non andarlo a cercare – quindi praticamente tutti) come sport e che però di Pantani mi ricordo come fosse oggi che dissi fin dal principio che da solo non ce la poteva fare… mi becco pure qualche parolaccia, giusto?
    E poi: 1) ho scritto un commento annidato, che è un casino da leggere; 2) il Pantani persona mi è sempre piaciuto, ma più da anti-eroe che da eroe; 3) ricordo con affetto Bugno (cioè è l’unico che ricordo…)
    Ciao, non frustatemi.

  5. 2008 Maggio 31

    @clock: non ti frustiamo, perchè ogni persona ha le sue idee giustamente (ma che buonismo smielato).
    Tanto poi ti becco a qualche camp, tranquillo.

  6. 2008 Maggio 31

    Ho finito or ora di guardare una tappa di cui mi sono gustato come sempre metro dopo metro con un pensiero che non può non avere come ospite fisso il Pirata!

  7. 2008 Maggio 31

    @chit: davvero non può, poi una tappa come quella di oggi, quella tappa.

  8. 2008 Giugno 1

    “Ci si alza in piedi sui pedali, la fronte che gronda sudore, e si spinge più che si può.
    È la vita”

    No, è il doping!

    Vabbè lo so sono cinica, ma che ci posso fare?! ;)

  9. 2008 Giugno 1

    no so se fosse sempre stato dopato…era un campione in ogni caso…

  10. 2008 Giugno 1

    grande Marco …. indimenticabile

  11. 2008 Giugno 1

    sì, anche io guardavo il ciclismo col pirata… e stupivo chi mi conosceva;
    a..

  12. 2008 Giugno 1

    Mah, mi piacerebbe sapere tutti quelli che parlano di doping se seguono un qualche sport e se sono convinti quando lo guardano e magari scendono in strada per festeggiare il mondiale dell’Italia sono altrettanto convinti che vanno tutti a pane e acqua.

  13. 2008 Giugno 1

    quando penso al pirata mi vengono ancora le lacrime agli occhi,come il giorno della sua morte

  14. 2008 Giugno 2

    E’ tosta la vita e non sempre ci se la fa. Per tutta una serie di cose spesso troppo grandi, anche per uno capace di superare qualunque salita.

  15. 2008 Giugno 3

    chi fa qualcosa ai massimi livelli, che sia correre in bicicletta, giocare un qualsiasi sport, correre in auto o moto, ma anche giocare a scacchi, ma anche dirigere un azienda, ma anche scrivere poesie o dipingere quadri, chi fa queste cose e tante altre ai massimi livelli merita sempre un grande rispetto, e da sempre ha la mia masima aspirazione
    purtroppo il mondo dello sport è macchiato da anni dal riprovevole fenomeno del doping, ma doping o non doping chi sale con una bicicletta su quelle strade di fatica ne fa e parecchia, e di sicuro il ciclismo è uno di quegli sport dove a muoverti è soprattutto una grande passione ed una grande voglia di vincere (scorrettamente, a volte, grazie al doping, appunto) dove si fatica come bestie e dove non girano tanti soldi come in molti altri sport (dove ad esempio le vittorie si dividono con tutti i membri della squadra)
    e per me ogni passione vissuta con il massimo impegno ed ai massimi livelli è la cosa più bella che possa esistere al mondo, è forse l’unico modo che abbiamo di tendere alla perfezione

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