Un Niki Lauda all’ ipercoop

2008 Maggio 30

Post assai lunghetto. Guarda i video nell’ordine per entrare nello spirito del post.

L’unica cosa che guido nella mia vita è il carrello della spesa, ma lo faccio davvero bene.
Le vecchiarde dei supermercati della provincia mi chiamano il Niki Lauda dell’iper, e mi temono.
L’unica differenza tra me e lui è che il mio carrello non ha ancora perso aderenza durante una gara prendendo fuoco. Quando mi accingo ai box carrelli, prima di inserire la monetina valuto attentamente la gamma offerta dei mezzi disponibili, il carrello deve essere scelto con cura, le ruote, tutte e quattro, devono girare in maniera ottimale sia avanti che indietro che su loro stesse. L’efficienza della sterzata, quando sarà richiesta, dovrà essere massima. Ogni errata valutazione comprometterebbe l’esito dello scontro e la mia sicurezza, ma soprattutto aumenterebbe in maniera esponenziale gli sfottò da parte delle vecchie carampane.
Oggi mi trovavo al Grand’Emilia, uno dei più grossi centri della regione. La sua galleria esterna è liscia, ben levigata, ed è richiesta molta esperienza per mantenere alte velocità e portare a termine manovre ardue. L’area supermercato, quella dove sono dislocati gli scaffali, è anch’essa estremamente liscia, ma cela una quantità innumerevole di insidie, bucce, cartoni, tacconi appiccicosi, farina ed ogni altro possibile liquido o solido, senza contare tutto il traffico e i cinnetti che sbucano fuori all’improvviso. Solo i migliori piloti dotati di sangue freddo e nessuna morale possono pensare di farcela.
Ore 12.00: la scelta del mezzo è stata fatta, mia madre mi segue a distanza con le stampelle, mentre io prendo la via della porta automatica. Mi trovo sulla soglia dell’iper quando le vedo. Sono due vecchiarde, una di mezza età, l’altra già sul viale del tramonto. Sono ferme all’entrata che si fissano minacciose, piene di odio e rancore. Probabilmente tutte e due ambiscono al banco verdura fresca, la prima che arriverà potrà godere della scelta migliore. Quando mi notano sono già in velocità, il mezzo è scarico e leggerissimo, e lanciato verso l’entrata. La porta si apre mentre quelle cercano di fare muro, vedo i due carrelli stringersi in una morsa ma ci vado di potenza, le sperono spostando i loro mezzi e mi apro un varco nel mezzo. Sono dentro. Sento gli insulti già vicini alle mie spalle, giro lo sguardo e faccio appena in tempo a levare i talloni. Non c’è più tempo, la sfida è lanciata. Mi affiancano sui lati della galleria mentre tutti e tre siamo lanciati a folle velocità, le manovre si sprecano, gli investiti pure. Mi giro per guardare dietro. Lo scenario è raccapricciante, ci sono cumuli di persone gambizzate, calcagnate e tallonizzate che si rotolano a terra in preda al dolore. Le vecchie non mollano, cercano di stringermi la strada spingendomi verso un gruppo di adolescenti. Nessuna pietà. Sto al gioco, accelero prendendole in contropiede, ora potrei anche schivare il gruppetto ma la deviazione mi farebbe perdere secondi preziosi. Li centro in pieno scansandoli e ricoprendoli di insulti. Non hanno ancora capito cosa sia successo, quando stanno già mangiando anche il ferro delle due vecchie.
All’orizzonte ora si delinea l’entrata al reparto mercato, bisognerà passare il varco con la guardia che ti impacchetta gli acquisti fatti all’esterno, bisognerà passare piano per non adirarlo. Decido di spingere per guadagnare vantaggio, ci riesco, passo per primo con estrema calma. Una volta dentro ci do nuovamente prima di accorgermi che le due carampane sono sparite. Forse hanno rinunciato, me l’hanno già data vinta. Godo, ma troppo presto, infatti all’uscita dalla corsia biscotti e cazzate mi tamponano simultaneamente con una manovra degna della polizia. Tutta tecnica questa. Il carrello gira su se stesso mentre loro si danno alla fuga continuando lo scontro ora a due. Ora mi incazzo, mi lancio lungo la corsia centrale a tutta birra, tampono qualcuno, devasto altri, evito un piccino di tre anni ma nel farlo abbatto una di quelle addette che nei supermercati girano sui pattini a rotelle. Non ho idea di dove sia finita la sua corsa, ma ora non ho tempo. Le ho nuovamente nel mio specchio visivo. Sono nuovamente dietro di loro, all’orizzonte il banco verdura, ma prima c’è ancora il temibile passo del reparto pane, ultra scivoloso e cosparso di farina. Ho pochi metri prima della strettoia, e passare prima di lì equivarrebbe a vincere. Non mi rimane che mettere in atto la mia mossa doppia, estremamente rischiosa ma forse l’unica possibile. La mossa doppia è a metà tra la mossa Kansas city e la classica mossa di calcio, palla da una parte e uomo dall’altra. Mi concentro, poi lancio il carrello alla loro destra a massima potenza, mentre io scatto a sinistra sbeffeggiandole. Quando si rendono conto dell’accaduto le mie mani si sono già posate sul carrello. Passo per primo ma non rallento, prendo la curva dal reparto pane troppo larga, stesso errore di Lauda al Nurburgring.

Cerco di rientrare con una sterzata ma il grip delle ruote è andato a farsi sfottere con la farina, ed anche le mie suole non agganciano più il terreno. Da questo momento tutto scorre a rallentatore. Tutto gira attorno a me, o meglio, sono io e il mio cariolo che siamo impazziti. Con la coda dell’occhio vedo le ancora poco viventi sfrecciare a rallenty con quel loro ghigno baffuto. Poi più nulla. Quando realizzo ho il culo nella cesta delle rosette, poteva andare peggio, potevo finire sui grissini. Subito accorre una commessa: << ha bisogno di aiuto? Le serve qualcosa?>> ovviamente rispondo: << si, un po’ di dignità, altro così grazie >>.
Da oggi sono al 100% il Niki Lauda dell’Iper, ma tornerò!

8 Responses leave one →
  1. 2008 Maggio 30

    Sei scemo topastro! E non aggiungo altro :lol: :lol:

  2. 2008 Maggio 30

    attenta a non incrociarmi mai in una corsia di un ipercoop…hihi

  3. 2008 Maggio 30
    thoughtsonwords permalink

    Sì vabbè, che poi parlo proprio io, quando in realtà sono la prima che ne fa di ’ste cose :D Quindi ti sfido ad una gara al primo ipercoop.. a metà strada!! :D

  4. 2008 Maggio 30

    accetto la sfida…

  5. 2008 Maggio 31

    Io tengo per te Charlie.
    Anche io odie le vecchiette ai supermercati.
    A una certa età dovrebbero togliere a quelle decrepite di manovrare un carrello… Che si arrangino col cestino.
    AHAH…
    DMC il perfido.

  6. 2008 Maggio 31

    Traduzione:

    Io tengo per te Charlie.
    Anche io odiO le vecchiette ai supermercati.
    A una certa età dovrebbero togliere a quelle decrepite IL DIRITTO di manovrare un carrello… Che si arrangino col cestino.
    AHAH…
    DMC il perfido.

    Ok è tardi. Perdo i pezzi per la strada.

  7. 2008 Maggio 31

    @Devil May care: vincerò anche per te la prossima volta. Contaci!

  8. 2008 Maggio 31

    Tu non sei normale… è per questo che ti voglio bene!
    (come da tumblr, peraltro) :-D

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