Pier Paolo Pasolini sui medium di Massa
Pier Paolo Pasolini intervistato da Enzo Biagi risponde sulla televisione come medium di massa.
Oltre quello che viene detto, una cosa salta all’orecchio: il pacato suono delle voci, quasi ipnotiche, rilassanti. Ricordo di una tv di altri tempi. Oggi, se qualcuno uscisse con affermazioni del genere finirebbe con lo scatenare urla, delirio, isteria e scazzottate all’interno dello studio e su tutti i media per una settimana.
Purtroppo oggi non solo non è possibile godere di un clima simile in tv, a scatenare le risse bastano anche solo i tronisti di Maria, ma non è facile trovarsi di fronte ad un evento che proponga simili contenuti.










e la cosa incredibile è che certe cose si potessero dire senza che si gridasse “al comunista” o “all’intellettuale del cazzo”. Era avanti 160 anni luce Pasolini, bisognerebbe farlo studiare a scuola prima delle tabelline e dei predicati nominali.
Stiamo tornando decisamente indietro.
Il problema non è solo relativo all’esigenza di una comunicazione rumorosa e sguaiata, sono proprio i contenuti che deprimono!
splendido questo intervento, l’ho visto e rivisto, è illuminante…
Io quando vidi litigare Pappalardo con Er mutanda, decisi che il mio rapporto con la tv poteva definirsi pressochè concluso. Poi ci feci un pò la pace anche perchè dovevo guardare I Simpson, Futurama e qualche tg quà e là. Al momento fra me e lei c’è molta indifferenza…lei mi propina contenuti bestiali e io per ripicca la tratto da radio. Ora vedremo la Current Tv di Al Gore di cui mi parlasti in che direzione andrà. Sembra un’ottima idea però.
“Il successo è l’altra faccia della persecuzione”.
Sta tutto qui.