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Archive for Maggio 2008

Oggi è la tappa del Pirata

Maggio 31, 2008 paz83 16 commenti

Avevo all’incirca dieci anni quando Pantani mi fece innamorare di questo sport.

Ci sono persone che riescono a coinvolgere intere generazioni, non con le parole, ma con un semplice gesto.

Quella tappa, questa.

Ci si alza in piedi sui pedali, la fronte che gronda sudore, e si spinge più che si può.

È la vita

Evacuare con lentezza

Maggio 30, 2008 paz83 8 commenti

In principio fu twitter ad essere lento, poi toccò alla connessione di fastweb rallentare.
Adesso anche il mio intestino è sulla modalità bradipo.

Un Niki Lauda all’ ipercoop

Maggio 30, 2008 paz83 8 commenti

Post assai lunghetto. Guarda i video nell’ordine per entrare nello spirito del post.

L’unica cosa che guido nella mia vita è il carrello della spesa, ma lo faccio davvero bene.
Le vecchiarde dei supermercati della provincia mi chiamano il Niki Lauda dell’iper, e mi temono.
L’unica differenza tra me e lui è che il mio carrello non ha ancora perso aderenza durante una gara prendendo fuoco. Quando mi accingo ai box carrelli, prima di inserire la monetina valuto attentamente la gamma offerta dei mezzi disponibili, il carrello deve essere scelto con cura, le ruote, tutte e quattro, devono girare in maniera ottimale sia avanti che indietro che su loro stesse. L’efficienza della sterzata, quando sarà richiesta, dovrà essere massima. Ogni errata valutazione comprometterebbe l’esito dello scontro e la mia sicurezza, ma soprattutto aumenterebbe in maniera esponenziale gli sfottò da parte delle vecchie carampane.
Oggi mi trovavo al Grand’Emilia, uno dei più grossi centri della regione. La sua galleria esterna è liscia, ben levigata, ed è richiesta molta esperienza per mantenere alte velocità e portare a termine manovre ardue. L’area supermercato, quella dove sono dislocati gli scaffali, è anch’essa estremamente liscia, ma cela una quantità innumerevole di insidie, bucce, cartoni, tacconi appiccicosi, farina ed ogni altro possibile liquido o solido, senza contare tutto il traffico e i cinnetti che sbucano fuori all’improvviso. Solo i migliori piloti dotati di sangue freddo e nessuna morale possono pensare di farcela.
Ore 12.00: la scelta del mezzo è stata fatta, mia madre mi segue a distanza con le stampelle, mentre io prendo la via della porta automatica. Mi trovo sulla soglia dell’iper quando le vedo. Sono due vecchiarde, una di mezza età, l’altra già sul viale del tramonto. Sono ferme all’entrata che si fissano minacciose, piene di odio e rancore. Probabilmente tutte e due ambiscono al banco verdura fresca, la prima che arriverà potrà godere della scelta migliore. Quando mi notano sono già in velocità, il mezzo è scarico e leggerissimo, e lanciato verso l’entrata. La porta si apre mentre quelle cercano di fare muro, vedo i due carrelli stringersi in una morsa ma ci vado di potenza, le sperono spostando i loro mezzi e mi apro un varco nel mezzo. Sono dentro. Sento gli insulti già vicini alle mie spalle, giro lo sguardo e faccio appena in tempo a levare i talloni. Non c’è più tempo, la sfida è lanciata. Mi affiancano sui lati della galleria mentre tutti e tre siamo lanciati a folle velocità, le manovre si sprecano, gli investiti pure. Mi giro per guardare dietro. Lo scenario è raccapricciante, ci sono cumuli di persone gambizzate, calcagnate e tallonizzate che si rotolano a terra in preda al dolore. Le vecchie non mollano, cercano di stringermi la strada spingendomi verso un gruppo di adolescenti. Nessuna pietà. Sto al gioco, accelero prendendole in contropiede, ora potrei anche schivare il gruppetto ma la deviazione mi farebbe perdere secondi preziosi. Li centro in pieno scansandoli e ricoprendoli di insulti. Non hanno ancora capito cosa sia successo, quando stanno già mangiando anche il ferro delle due vecchie.
All’orizzonte ora si delinea l’entrata al reparto mercato, bisognerà passare il varco con la guardia che ti impacchetta gli acquisti fatti all’esterno, bisognerà passare piano per non adirarlo. Decido di spingere per guadagnare vantaggio, ci riesco, passo per primo con estrema calma. Una volta dentro ci do nuovamente prima di accorgermi che le due carampane sono sparite. Forse hanno rinunciato, me l’hanno già data vinta. Godo, ma troppo presto, infatti all’uscita dalla corsia biscotti e cazzate mi tamponano simultaneamente con una manovra degna della polizia. Tutta tecnica questa. Il carrello gira su se stesso mentre loro si danno alla fuga continuando lo scontro ora a due. Ora mi incazzo, mi lancio lungo la corsia centrale a tutta birra, tampono qualcuno, devasto altri, evito un piccino di tre anni ma nel farlo abbatto una di quelle addette che nei supermercati girano sui pattini a rotelle. Non ho idea di dove sia finita la sua corsa, ma ora non ho tempo. Le ho nuovamente nel mio specchio visivo. Sono nuovamente dietro di loro, all’orizzonte il banco verdura, ma prima c’è ancora il temibile passo del reparto pane, ultra scivoloso e cosparso di farina. Ho pochi metri prima della strettoia, e passare prima di lì equivarrebbe a vincere. Non mi rimane che mettere in atto la mia mossa doppia, estremamente rischiosa ma forse l’unica possibile. La mossa doppia è a metà tra la mossa Kansas city e la classica mossa di calcio, palla da una parte e uomo dall’altra. Mi concentro, poi lancio il carrello alla loro destra a massima potenza, mentre io scatto a sinistra sbeffeggiandole. Quando si rendono conto dell’accaduto le mie mani si sono già posate sul carrello. Passo per primo ma non rallento, prendo la curva dal reparto pane troppo larga, stesso errore di Lauda al Nurburgring.

Cerco di rientrare con una sterzata ma il grip delle ruote è andato a farsi sfottere con la farina, ed anche le mie suole non agganciano più il terreno. Da questo momento tutto scorre a rallentatore. Tutto gira attorno a me, o meglio, sono io e il mio cariolo che siamo impazziti. Con la coda dell’occhio vedo le ancora poco viventi sfrecciare a rallenty con quel loro ghigno baffuto. Poi più nulla. Quando realizzo ho il culo nella cesta delle rosette, poteva andare peggio, potevo finire sui grissini. Subito accorre una commessa: << ha bisogno di aiuto? Le serve qualcosa?>> ovviamente rispondo: << si, un po’ di dignità, altro così grazie >>.
Da oggi sono al 100% il Niki Lauda dell’Iper, ma tornerò!

Questa non può essere l’Italia

Maggio 29, 2008 paz83 16 commenti

A me che questo “Ernesto” come lo chiama Carlo Bonini, di Repubblica, sia di destra o di sinistra non cambia nulla. Molto pasoliniana sì, tutta la storia, ma questo non cambia il punto. L’atto è criminale e non ammette scusanti. Ultimamente, destra o sinistra, il clima si sta facendo purulento, e non parlo dei rifiuti di Napoli. Parlo di come la gente, non la maggioranza per il momento e grazie a Dio, si sta comportando verso la popolazione immigrata e non solo. Adesso mi si verrà a dire dell’esasperazione della gente, lo so bene, di come la situazione sia diventata insostenibile e via dicendo. Ma ieri mi pare fosse uguale, e l’altro ieri pure. E allora come mai questa escalation intollerante tutta concentra nelle ultime settimane? Ad andarci di mezzo, badate bene, non sono stati solo immigrati, colpevoli o innocenti che fossero. È come se qualcuno avesse dato l’ok per appianare a suon di botte tutto quello che non ci piace, come se improvvisamente fosse apparso un enorme alibi dietro il quale, chi vuole, può pararsi. Prima il vile omicidio nella zona di Verona, poi i raid incendiari nei campi rom a Napoli, gli insulti, i danneggiamenti e le botte verso esponenti e voci del mondo Gay, poi il pigneto e i fatti dell’università di Roma. Insomma, non solo l’immigrazione, che magari può essere in una sua faccia accusata di compiere azioni criminali, ma anche realtà minoritarie o di colore diverso. Insomma, nel cestello del bravo squadrista o purgatore, per andare a battere sia verso il nero che il rosso, c’è finito di tutto, un tutto che non può per forza di cose far riferimento solo all’esasperazione.

Impenetrabilità

Maggio 28, 2008 paz83 9 commenti

Lo guardavo attentamente, e più lo guardavo più mi ricordava qualcosa, o meglio, qualcuno.
Come una sigaretta penzoloni, l’aria sfatta di chi maschera con una finta fatica il dolce far niente.
Ero lì lì che soppesavo con dovuta arguzia i miei dubbi in proposito. L’aria lieta, che fino il giorno prima entrava dalla finestra, era stata disarcionata come un cavaliere sconfitto ad una giostra. Nel giro di poche ore una cappa d’umido e tedio aveva conquistato gli onori e il vessillo del comando. Era più impenetrabile dell’armatura di Giovanni dalla Bande Nere.
La pelle appiccicosa e sudata doveva aver stimolato improvvise erezioni, ed eccitamento compulsivo, alle mosche. Qualcuna era riuscita, Dio solo sa come, a scavalcare la zanzariera, abbassata così come si alzerebbe un ponte levatoio per difendere il proprio maniero, messa lì come i reticolati e i container durante i g8, a delimitar la zona rossa, il supremo limite invalicabile entro cui si gongolano i signori della terra. Ronzavano nella prima mattinata, le sentivo quasi, ad ogni loro volo radente il mio viso, lanciare improperi alla mia persona. Le ignoravo semplicemente senza dar adito ad una più piccola e impercettibile mossa. Più lo guardavo e più mi ricordava qualcuno, qualcosa. Una sensazione di già visto, nessuna ansia, solo rimembranze o poco più.
Era un’immagine riflessa, lo specchio, anch’esso appannato dalle condizioni climatiche, non restituiva la realtà, come una pellicola scaduta, grumosa, ritrovata dentro chissà quale baule e poi piazzata in tutta fretta dentro un vecchio proiettore 8mm presi dall’assoluto impulso di doparsi di memoria a cui qualche ora dopo saremmo comunque tornati indifferenti. Lo sguardo chino a fissare la parte più bassa del campo offerto dallo specchio. Amarezza. Ecco cosa succede, quando non si ha una vita sessuale regolare, che poi ci son quei periodi di astinenza che te li raccomando!

Uficio Imigrassion de Venexia

Maggio 28, 2008 paz83 6 commenti
(Questo che vi propongo è uno spudorato copiaincolla di una delle tante catene, alla quale io ho aggiunto del mio, e cose strambe che mi mandano gli amicuzzoli nella mail. Questa volta non è Giuditta, che di solito mi invia delle vere chicche, ma Erica. Grazie Ericuzzola che mi hai dato in mano un post bello e pronto, ovviamente pigliatela col sorriso!)

Se sei sotto la linea del Po devi compilare il modulo, mi spiace!

Siete terroni? Abitate sotto il Po come il sottoscritto? Non importa di quale regione voi siate perchè se siete sotto la sottile linea “verde” siete inevitabilmente terroni. Lo sono anche io quindi. Propongo dunque oggi un servizio per il sociale, visti i tempi che tirano. Ho, tramite i miei agganci al minestrone delle semplificazioni, avuto in anteprima il modello per il permesso di soggiorno, domicilio cazzi e mazzi in terra lagunare. Eh si, perchè nel profondo nord una volta mandati via tutti gli immigrati chi cazzo le farà funzionare le loro industrie? Ecco che quindi hanno predisposto questo modulo per favorire noi terroni nelll’Italica traversata verso le fabbriche del Nord Est!

Uficio Imigrassion
San Marco, 2322 – Palasso Fero Fini
30124 VENEXIA (PADANIA)

EL SOTOCRITO………………………………………………………………………
NATO A………………………………………………………………….(TERONIA)
EL GIORNO…………………………………………………………………………..
E PAR FORTUNA DOMICILIA’…………………………………………………….
Visti i risultati dele ultime elession el voria domandar se fusse possibile aver la
CITADINANSA VENETA
El dichiara:
- Che el xe pentio de esser un TERON
- De rinegar tute ‘e sò origini meridionai
- De magnar almanco dò volte al giorno i cicheti col spriss.
El domanda de frequentar el corso de Lingua e Comportamento Veneto.
El promete de no farse più racomandar, de lavorar come un musso, pagar ‘e tasse, de no ciamar più amissi e parenti in teronia, de far manco casin la note e de tifar par ‘na squadra local (del Veneto)!
De no dir più la parola “minchia”, ma quando i fa girar i cojoni che i diga: “MA VA’ A FARTEO METER IN CULO”.
Ve prometo che prima de andar in leto domandarò perdono a Sò Santità: Umberto Bossi e de votar par la Lega ale elession.
Co’ ea speransa che la domanda vegna acetada, cordialmente Ve ringrassio.
IN FEDE
El teron sig. ……………………………

Io ve la butto lì, non si sa mai che qualcuno ne abbia bisogno. Forse anche io ne avrò bisogno dal momento che abito vicino Modena, quindi sotto il Po!

L’intervista al paz di Neurone intervistatore

Maggio 27, 2008 paz83 16 commenti

Questa che segue è un’intervista al paz a cura del nostro (suo) inviato Neurone intervistatore.
Le risposte sono state riportate fedelmente senza manometterle, tanto quello è stupido, rischiavamo solo di fargli fare bella figura. Dopo questo incontro il nostro Neurone è rimasto talmente scioccato da compiere un’azione in difesa di tutta la rete rapendo e riducendo a silenzio il paz come potrete verificare alla fine di questo colloquio.

Neurone Intervistatore: Signor paz, come mai ha deciso di rilasciarsi questa intervista?

Paz: perché sono smisuratamente egocentrico e poi perché nessuno me l’ha mai chiesta!

N.I: non si vergogna?

Paz: no!

N.I: se le avessero proposto un’intervista avrebbe accettato?

Paz: si, perché sono smisuratamente egocentrico!

N.I: questo l’ha già detto…

Paz: le ho detto che sono smisuratamente egocentrico!

N.I: veniamo a domande più serie, come mai ha deciso di aprire un blog?

Paz: suonerà banale come risposta, ma è perché nessuno me lo ha mai chiesto!

N.I: quindi se le avessero chiesto di scrivere in rete poteva esserci la possibilità che lei rispondesse no?

Paz: impossibile, come devo dirglielo che sono smisuratamente egocentrico?

N.I: si, credo che il concetto mi sia chiaro. Passiamo ad un’altra domanda, crede in Dio?

Paz: Credo che esistano gli alieni.

N.I: non è la stessa cosa! Non crede?

Paz: come no? Ma li legge i giornali? Oggi credere in Dio equivale a credere negli alieni e viceversa!

N.I: quindi secondo lei Dio ha creato l’uomo e anche gli alieni?

Paz: No, è molto probabile che siano stati entrambi creati dall’uomo, che quindi risulta essere l’unico Dio da questo punto di vista.

N.I: ma come? Mi ha appena detto di credere…

Paz: beh oggi si dicono un sacco di cose e se ne crede ad altrettante, ma non per questo vuol dire che siano vere, voglio dire; lei crede a Berlusconi innocente?

N.I: sì!

Paz: e questo fa dell’innocenza di Berlusconi una verità assodata?

N.I: no!

Paz: ha visto?

N.I: touchè. Ok, questo però mi dà l’aggancio per parlare di politica. Le va?

Paz: Finirà per allungare l’intervista, ma…contento lei.

N.I: ok, un termine con cui descriverebbe la politica d’oggi?

Paz: palle, anzi, due palle!

N.I: l’annoia?

Paz: no, anzi. Dico solo che oggi, comunque la si voglia mettere, in politica ci vanno di mezzo le palle. Mi spiego meglio.

N.I: prego…

Paz: votando a sinistra eri un coglione, quali dei due andava a tua discrezione. Al governo c’è gente che si chiama Maroni, il che chiama inevitabilmente in causa le palle. Poi ci sono quelle sparate, di palle intendo, ogni giorno sempre più grosse e sempre più rotonde, così che possano e riescano a rotolare meglio tra la credulità della gente. Si ricorda, quando prima si parlava di credere, di Dio e di Berlusconi? Ecco, funziona uguale.

N.I: per chi ha votato?

Paz: a questo punto fa differenza? Abbiamo un unico grande partito dell’amore compulsivo reciproco in parlamento.

N.I: cosa vorrebbe?

Paz: meno menate e più mazzate, metaforicamente parlando. La vogliamo fare questa opposizione oppure siamo lì per servire il brodino caldo a letto?

N.I: ok, meglio uscire dal discorso politica, parliamo di donne, la gente vuole sapere quale è il rapporto del paz col mondo femminile.

Paz: io no!

N.I: non si faccia pregare.

Paz: lo faccia, le ho detto che sono egomaniaco, egocentrico. No?

N.I: ok, la prego. Mi parli delle donne.

Paz: ok. Le donne nella mia vita hanno un ruolo parsimonioso.

N.I: nel senso che ne ha tante e deve scegliere con cura e moderazione, in maniera oculata e precisa?

Paz: no, attorno a me ne gravitano talmente poche che devo centellinare, non posso permettermi sprechi, se lo facessi aprirei una china verso la castità.

N.I: è pessimista?

Paz: credo mi stia venendo un infarto…

N.I: si tranquillizzi, deve essere il panino gelato da 3 kg che stava mangiando poc’anzi. Forse le è rimasto sullo stomaco.

Paz: ha visto? Più pessimista di così, sono anche catastrofista, pensi lei.

N.I: non l’avrei mai detto.

Paz: nemmeno io, ma poi sa, ha vinto la destra e ho cambiato idea.

N.I: rimaniamo in tema. Ha qualche paura, o fobia?

Paz: si, decisamente. Le faccio un elenco, le assicuro che Woody Allen in confronto è una persona solare e senza paura.

N.I: ok, spari!

Paz: sono anemofobico, apifobico, aviofobico, talofobico, ci mettiamo pure l’allodoxafobia. Le basta?

N.I: come fa a vivere serenamente? Si droga?

Paz: no, ho smesso, pure con xanax e valeriana.

N.I: è un eroe!

Paz: se lo dice lei.

N.I: mi tolga una curiosità, come mai è apifobico?

Paz: sono allergico. Ha presente quella frase di Albert Einstein? Quando le api scompariranno dalla faccia della terra, all’umanità resteranno solo quattro anni di vita.

Ecco, credo che quelli potrebbero essere i miei migliori quattro anni di vita, se non altro estivi, senza l’angoscia che una stupida ape possa ridurmi come terminator riduce una formica.

N.I: ha reso perfettamente l’idea. Torniamo alla blogsfera, si trova bene?

Paz: oddio, si, certo che si, sono tutti talmente egocentrici che io passo quasi inosservato, è un paradiso, mi creda. Dovrebbe provare, lo sa che molti politici stanno dando sfogo al loro ego qui nella blogsfera? L’hanno capita anche loro.

N.I: mi riprometto di provare, che idea si sono fatti di lei?

Paz: non me lo sono mai chiesto!

N.I: suvvia, è talmente egocentrico che non è possibile che non si sia mai posto la domanda…

Paz: me la tiro anche tanto, non le risponderò!

N.I: ultima domanda. Come mai questo nick?

Paz:marketing, ma anche no.

N.I: mi sarebbe piaciuto farle altre domande, diciamo così, di aspetto un pochino più culturale, magari di musica, cinema.

Paz: mi spiace, ora devo andare a spammare questa autointervista caro il mio neurone, se no chi cazzo la legge? Le prometto una seconda tornata, lei raccolga le domande cui le interessa avere una risposta e poi vedremo. Non sono mica come Grillo io. Risponderò sicuramente.

N.I: d’accordo, allora se mi promette un’esclusiva la saluto per ora. Grazie e arrivederci.

Paz: aspetti, mi ha chiesto se sono egocentrico???

(per evitare che rilasciasse altre interviste dopo questa Neurone intervistatore ha optato per una soluzione drastica riducendolo al silenzio in un luogo sconosciuto cosi che non possa più nuocere alla blogsfera. La qualità del video serve a rendere più reale la drammaticità degli eventi)

Mediaset sbarca in Africa e con lei i telespettatori…

Maggio 26, 2008 paz83 11 commenti

Quando ho letto, mentre ero in fiera comodamente in piedi a servire furiosi collezionisti, che la tv “che non è più di Berlusconi” sarebbe sbarcata in nord Africa qualcosa mi sfuggiva. Che cosa ci vanno a fare il Berlù, compare Confa e tutta la combriccola tra i magrebini? Il senso mi sfuggiva inizialmente, poiché sono i potenziali spettatori che sbarcano qui da noi solitamente, poi tutti i tasselli del puzzle sono andati a posto. Vuoi vedere che il cavaliere senza macchia aveva già un piano congegnato nei minimi dettagli? Molti dei possibili telespettatori, si sa, sono qui da noi, algerini, marocchini, libici e tunisini. Bisognava dunque riportarli davanti ai televisori del loro paese, ma chi poteva farlo? Furono chiamati gli unici tre in grado di affrontare l’impresa, ma il loro cellulare era wind e non pigliava un cazzo. Peccato, vennero interpellati allora ehm i sostituti, le ruote di scorta, i leghisti per dircela chiara. Costruirono i centri di permanenza temporanea, ispirandosi al format del grande fratello con una spruzzatina vintage stile Bergen-Belsen, dentro furono rinchiusi i potenziali spettatori pronti per essere rispediti al loro paese natio, peccato che qualcuno ci lasciasse le penne, ma questo era il prezzo da pagare. Era stato difficile, ma alla fine gliel’avevano fatta. Della serie: Amaro ciapa il negro, valore vero!
Ora mi viene il sospetto che vogliano portare la loro tv anche nell’est europa…

Sono ancora vivo…

Maggio 25, 2008 paz83 7 commenti

Eccomi qui a scrivere due stronzate sul blog dopo qualche giorno. Come al solito il paz è attanagliato da atroci mal di testa e stanchezza che non predispongono minimamente alla sosta prolungata davanti ad un pc. Di cose da scrivere, come sempre quando mi assento dalla blogsfera, me ne sono venute in mente a fiumi, ma al momento non ho le capacità mentali e fisiche per scriverle e postarle. Diciamo che sono in un momento di stop (forzato). Intanto butto giù queste due righe per fare presente al mio blog e a chi mi legge che sono ancora vivo

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Tra facebook e Veronafil….bah!

Maggio 22, 2008 paz83 20 commenti

Sì, lo so bene, sono sempre l’ultimo in rete a fare le cose, un po’ come a casa, tra gli amici, nella vita insomma. Quando una cosa è nel momento di massimo trend io la snobbo, poi non appena le acque si acchetano un attimino ecco che allora mi decido a provarla. Per dire, io non ho ancora una playstation mia. A che mi servirebbe poi, quando posso usare gratis quella degli amici? Non ho ipod, itouch, icazz e ifuck, nessuna di quelle menate, ho un cellulare (non vi dico il modello) che a confronto Leonardo Da Vinci era 3.0 tanto per darvi un’idea. Insomma, sono la versione ultra beta dell’antitecnologico e socialmente regredito. Oggi, dopo anni che esiste, ho deciso di darmi al facebook. A cosa serve il facebook? Mi sono risposto dopo 5 secondi, quando ho visto che l’amico che mi aveva inserito aveva a sua volta inserito l’amico dell’amico di quel amico che era amico dell’altro amico, che conosceva, però, il primo amico, insomma, mio cuggino ha fatto questo e quello, l’auto scontro e il calcinculo, mio cuggino mi facebòkka e parla coi rutti…per dire no, insomma, a un cazzo. Però c’è quel giochino del bowling a cui mi sono assuefatto, l’unico valido motivo per cui ho deciso di mantenerlo in vita. Su facebook ho trovato tutti, erano già tutti lì, il macellaio, l’amica di mia sorella, che se la fa per altro col macellaio, c’era Gianni e anche pinotto (ma aveva molti meno amici di Gianni, perché ha un nome di merda) e il bimbo gigi. Mancavo solo io. Ora ci sono, ma la playstation ancora non l’ho. Tutto questo non centra un cazzo, perché alla fine volevo solo dirvi che da domani, cioè oggi (giovedì) dal momento che è l’una passata, sarò avanti e indietro tra Modena e Verona, al veronafil per la precisione, quindi sarò poco presente in rete, anche perché, come vi ho appena detto, non sono dotato di tecnologia. Mi collegherò la sera giusto per vedere se qualcuno ha commentato da bravo bimbo. Che se abbandonate il paz vi pentite poi. Che lui nel fine settimana lavora, maledizione….povera bestia