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Perchè sono diventato quello che sono anche grazie allo Xanax

Aprile 9, 2008 paz83 23 commenti

Listen to Jefferson Airplane – White Rabbit
Quando giungi alla conclusione che c’è qualcosa che non va nel tuo cervello, di norma, ti fermi a riflettere, cerchi di capire cos’è che non funziona e magari ti amareggi anche un pochino e magari chiedi aiuto ad uno specialista, uno di quelli bravi, che i problemi li sanno risolvere.
Questa mattina mi sono svegliato pensando che qualcosa non andasse nel mio cervello, ma invece di mettere in moto tutti quei meccanismi sopra elencati mi sono messo a ridere davanti allo specchio del bagno, mi sono fatto su una sigaretta, ero in piedi da trenta millesimi di secondo, e poi ho pensato che forse, quando ebbi quegli attacchi di ansia e panico, e il medico mi prescrisse xanax (vedi anche benzodiazepine) per una settimana; “mi raccomando, non andare oltre la settimana, intesi?” forse avrei dovuto ascoltarlo invece di andare avanti fino alla scadenza della ricetta, mesi dopo, convinto che non stavo ancora poi tanto bene. Mi ricordo ancora, quando alla farmacia mi dissero che la ricetta era scaduta e non potevano assolutamente darmene altro, neanche mi avessero sparato ai coglioni. Chiamai il medico, ma la sua risposta fu: Ma sei coglione?
Io: Scusi, ma come ha fatto a sapere che voto a sinistra? Non è segreto il voto?
M- No, intendevo la ricet…va beh, lasciamo stare.
Io- Quindi non posso avere una ricetta nuova?
M- Stai scherzando?
Io- No, se no le avrei detto che avevo votato Berlusconi!
M- Guarda che non ho tempo da perdere sai, ho dei pazienti qua…
Al che io ho pensato; bella forza, è pure ginecologo, sono tutte vecchie le sue pazienti, e in punto di sventolare per l’ultima volta il loro Foulard, e poi per loro la menopausa è un ricordo che si perde nel tempo, potranno aspettare ancora 5 minuti o no?
Io- Allora siamo d’accordo, passo fra venti minuti…
M- d’accordo per cosa? Io mica ho detto che ti rinnovo la ricetta…
Io- Mi scusi, ero già andato avanti coi pensieri, nella mia testa lei mi ha già detto si!
M- Ma nella realtà non l’ho mica fatto
Io- Ma lei sa meglio di me quanto il confine tra reale ed irreale sia labile, non me la dia a bere
M- Io non so niente, non si lanci nella filosofia spicciola con me
Io- Allora se non sa niente non può dire se fra poco mi dirà o meno di sì!
M- Questo perché non leggo il futuro
Io- Famiglia cristiana?
M-…?
Io- Lasci stare…il mio cervello trascende troppo per lei.
M- Ecco perché non voglio prescriverti altro Xanax, lo capisci?
Io- No, quello che capisco è che lei vuole censurare il mio cervello, lei sta cercando di minare la mia salute mentale, cerca di raggirarmi con stupidi giri di parole, ma non riuscirà nel suo scopo.
M- Quale scopo? Voglio solo curarla, è il mio mestiere.
Io- Allora mi prescriva la medicina no?
M- Hai vinto tu, passa dal mio studio
Io- Quando?
M- Mai!
D’allora non sono più stato lo stesso, ho aperto un blog, parlo in sogno con gli ornitorinchi. Fumare canne e assumere Xanax (vedi anche benzodiazepine), continuando a coltivare l’abitudine di un bicchierino ogni tanto può aver influito? Pensate che tutto cominciò per una indigestione da gelato che sblocco le mie paranoie più recondite, ovviamente ero un tipo evidentemente predisposto, altrimenti non sarebbe mai successo nulla.

Ma adesso posso affermare con sicurezza che una volta ero schizofrenico, poi siamo guariti!

Di seguito due foto: La prima tratta da Paura e delirio a las vegas e la seconda è una mia foto…

Oggi studiamo il lettore di blog

Aprile 9, 2008 paz83 2 commenti

Leggo oggi su repubblica un interessante articolo che parla di una ricerca che sta svolgendo la California University sulla Blogsfera, questa volta non è il blogger, in quanto autore, il soggetto dello studio, ma bensì il lettore del blog.

L’obiettivo dell’indagine, la prima che guarda al mondo dei blog dal punto di vista dei lettori, è capire come l’interattività venga utilizzata e vissuta dai lettori e, più in generale, valutare l’impatto sociale del Web 2.0. Una ricerca, secondo Eric Baumer e colleghi – a Firenze in questi giorni per presentare i risultati al convegno internazionale Computer Human-Interaction a Firenze (5-10 aprile) – che da il via a una rivoluzione copernicana nello studio della blogsfera, finora focalizzata sul ruolo dei blogger.

Saltano fuori dei dati interessanti, pare infatti che siano gli asiatici i più assidui frequentatori di blog (il 74% di giapponesi frequenta blog) mentre l’Italia conta circa due milioni di persone che girano intorno alla blogsfera, tra chi legge e chi scrive, tanto che la nostra lingua è balzata al quarto posto nella classifica di quelle più usate in rete, dopo inglese, giapponese e cinese. Il lettore di blog pare sia abitudinario

PER CHARLES ormai è parte del rituale mattutino, come accendere la prima sigaretta dopo il caffè: avvia il pc per controllare la mail e, intanto, va a sbirciare se sui 4-5 blog che tiene d’occhio c’è qualcosa di nuovo. E che valga la pena di essere letto.

I lettori presi in esame, quindici, rappresentano, o cercano di rappresentare, uno spaccato abbastanza vario per interessi, dalla politica alla tecnologia, fino ai temi personali. Insomma un articolo che ho trovato interessante, dove tra l’altro sono chiamati in causa anche Luca Conti e Tony Siino.