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Tutti in Cina con furore?

Queste olimpiadi partono con uno spirito che è tutto tranne che olimpico, chissà cosa ne penserebbe Pierre de Coubertin, fondatore delle moderne olimpiadi.

La Cina è una nazione che sta crescendo enormemente dal punto di vista economico, e il vantaggio, in tal senso, che potrebbe produrre lo svolgimento dei giochi Olimpici sul suo territorio è enorme, lo sanno bene i vertici dello stato a Pechino e se ne stanno rendendo conto anche gli altri paesi, soprattutto quelli che non vogliono che la Cina acquisti eccessivo terreno. Ecco perché in questi mesi si sta giocando una grande partita a scacchi in tal senso. Sul piatto viene messo di tutto, l’unica cosa di cui si parla poco è di sport, ma che strano, non trovate? Ogni occasione è buona, per chi non trarrebbe nessun vantaggio da questa avventura, per criticare o delegittimare la Cina, mentre per gli alti vertici all’ombra della muraglia ogni occasione è buona per rispondere e mostrare i denti. Ed è così che la Cina ad ogni attacco ha reagito con regole ferree e se vogliamo discutibili. Prima vietando simboli religiosi, poi vietando la politica durante i giochi, ponendo davanti agli occhi degli atleti inglesi addirittura un contratto capestro, ed in fine chiudendo il versante nord dell’everest.

Inevitabilmente nelle questioni inerenti alla manifestazione si è inserita prepotentemente la questione per i diritti del Tibet, tra le altre portate all’attenzione. Obiezioni giuste, senza ombra di dubbio. Il pericolo è che, determinate faccende vengano tirate in ballo da taluni soggetti politici esclusivamente per ottenere il vantaggio desiderato, appoggiando e favorendo quelle organizzazioni e quei movimenti (o viceversa delegittimandoli, vedi la Cina, che non è un angioletto innocente, tutt’altro) che con tutta onestà e disinteresse economico, si sono sempre battuti per vincere queste battaglie, indipendentemente dal fatto che ci fosse un evento di mezzo o una forte eseposizione mediatica. Si corre il rischio che questi finiscano per diventare, inconsapevolmente o no, dita di una mano mossa per ben altri interessi, che per tutto si battano, tranne certo che per il Tibet libero e varie ed eventuali nel campo dei diritti. Questo è un po’ il mio pensiero, ovviamente sempre opinabile.

Siccome l’argomento è molto ampio e articolato vi propongo qui anche i link di altri blog, che, in un modo o nell’altro, hanno affrontato la questione, ognuno col suo pensiero, cominciando da Chit che porta l’attenzione su eventi passati, come le olimpiadi in Corea, a Seul, dove nonostante fossero presenti problemi come ad esempio l’inquinamento, e dove il regime durò fino al 1993, nessuno protestò in maniera così eclatante, poi vi propongo anche le letture di questi altri due post, uno sul blog di Wolly e uno su Orientalia4All.

Tra l’altro, proprio oggi leggo sull’Ansa che la Cina, secondo il dipartimento di Stato Americano non è più nella lista nera dei paesi che infrangono i diritti umani, dunque le trattative economiche continuano….chi offre di più? 

  1. Marzo 12, 2008 alle 2:22 pm | #1

    Appunto, vedi? … non sono più manco tra i “cattivi”, perchè boicottarli??

    Facili battute a parte io, ribadisco, non ce l’ho con la protesta e le denunce riguardo alle Olimpiadi, mi interrogo solo sulla validità di avere diversi pesi e diverse misure.
    Se veramente volessimo dare vita ad un’azione di “moralizzazione ed equità” allora perchè non boicottare tutti i prodotti e siti americani che in fatto di angherie non mi sembra stiano molto meglio dei cinesi? Perchè non boicottare la Russia standocene tutti al freddo d’inverno pur di non comprargli il gas? Insomma, forse mi sbaglierò ma vedo troppi pesi e troppe misure e questo non mi convince!

  2. Marzo 12, 2008 alle 2:22 pm | #2

    L’hai letto sull’ANSA ma lo hai letto anche da me!

    Ciao ciao :)

  3. Marzo 12, 2008 alle 2:31 pm | #3

    @Chit: già, concordo.
    @Orientalia: Dall’ansa è arrivato il feed, non so chi dei due sia stato più veloce, se te o l’ansa, comunque si, poco dopo lo stavo leggendo anche da te, ma garantisco che avevo già inserito il link all’ansa ;)

  4. Marzo 12, 2008 alle 10:02 pm | #4

    Alla Cina non viene perdonato il fatto che con la sua politica economica sta iniziando a dettare le regole. Il debito pubblico americano è finanziato da dollari cinesi, ecco spiegato il motivo del passaggio tra i buoni.

  5. Marzo 12, 2008 alle 10:09 pm | #5

    @duhangst. era stato calcolato, se non erro, che se la cina avesse tolto i suoi soldi dalgli USA questi avrebbero avuto un tracollo finanziario, se ad esempio la cina avesse cambiato da dollaro ad euro l’america avrebbe avuto un tracollo, così mi par di ricordare, o sbaglio?

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