Home > Umorismo da paz > Canzone di un internet dipendente sfortunato

Canzone di un internet dipendente sfortunato

È notte alta e sono sveglio
sei sempre tu il mio chiodo fisso
: un blogger incallito

insieme a te ci stavo meglio
e più ti penso e più ti voglio.
Tutto il casino fatto per averti
per questo amore che era un frutto acerbo
e adesso che ti voglio bene io ti perdo
: continua parlando della sua tragedia. Ci narra di quando aprì un blog su wordpress con dominio cazzi e mazzi, ma essendo ancora inesperto non ci raccapezzava un’emerita bega, ma, il destino si sa, gioca brutti scherzi, e nel momento esatto in cui la sua mente realizzò come fare, forse per un errore di server il suo blog sparì, inghiottito dall’oscurità della rete, per sempre.

Ancora… ancora…ancora…
perché io da quella sera
non ho fatto più l’amore senza te
e non me ne frega niente senza te
anche se incontrassi un angelo direi
non mi fai volare in alto quanto lei:
Ma le tragedie, come le partite, non finiscono mai, sta li la fregatura della vita. Leggiamo tutto il suo dolore mentre grida al cielo: ancora..ancora…ancora, che lascia intendere al lettore quello che viene dopo: ancora, ancora, ancora, perché sta cazzo di connessione è saltata ancora?? E poi continua spiegandoci il perché del suo dolore, ma lo fa in maniera elegante, non volgare. In parole povere vuole dirci questo; da quella fatidica sera in cui misteriosamente la connessione sparì (come il blog, ma se nasci sfigato ci devi fare il callo figlio mio) non mi sono più potuto dare all’onanismo, perché senza la connessione. E se anche incontrassi un angelo, del quale, avendo le gonadi gonfie come un bigbabol da record non mi frega un cazzo al momento, gli direi: vatti a fare i cazzi tuoi, non sei mica come lei, e con lei mi riferisco ad una varia ed eventuale pornostar di grido.

È notte alta e sono sveglio
e mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia
che prima o poi farò lo sbaglio
di fare il pazzo venir sotto casa
tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta chiusa, chiusa…:
in questo passaggio notiamo il dualismo che si crea nella testa del nostro eroe, quello vecchio come l’uomo, tra il bene e il male.

mi rivesto e mi rispoglio
mi fa smaniare questa voglia:
è diviso tra la voglia di andare a mignotte per sopperire alla mancanza della connessione ultraveloce fastweb con cui scaricava milioni di porno dopo che non poteva più sfogarsi con il blog, tragicamente venuto a mancare, la frustrazione è talmente grande che minaccia gesti inconsulti, come darsi all’allegro onanismo sotto casa in classica tenuta da maniaco: di fare il pazzo venir sotto casa, oppure frantumare i maroni fino alla morte la povera ginetta, la pensionata che abita sotto di lui, e che più di una volta ha osato bussare con la sua scopa verso il soffitto per farlo zittire durante i suoi guaiti notturni: tirare sassi alla finestra accesa
prendere a calci la tua porta chiusa, chiusa

E ancora riprende in finale la strofa in cui se la prende con l’angelo.

Questa canzone descrive in ultima analisi una generazione, quale non lo so, non mi pagano per questo, ma solo per scrivere stronzate, e anche poco se volete saperlo.

In mala fede.

Vostro paz!

  1. Febbraio 16, 2008 alle 11:36 am | #1

    E quanto casino per confessare che ha scaricato milioni di porno! Anche se indubbiamente c’è voluto del coraggio. Paragonati agli 8.7 miliardi di filmati porno pro capite di media, la sua misera collezione risulta davvero imbarazzante.
    Veda di rimettersi in pari… ne va sempre del karma! Almeno il karmalink è tornato a risplendere. Grazie.

    Ma grazie de che, l’ho fatto per lei. Tze, assurdo.

    A. S.

  2. Febbraio 16, 2008 alle 4:01 pm | #2

    Secondo me sei pieno zeppo di virus!

    *il Matto, terrorizzato, fa ripartire l’ennesima scansione!* O_o

  3. Febbraio 16, 2008 alle 4:24 pm | #3

    @Alberigo starnazzone: cosa posso fare per farle capire che non parla di me?
    @Il Matto: anche lei…suvvia, date l’onore alla mia mente malata che crea cotanta poesia, poi dopo il panico creato dal suo post il mio pc è più sorvegliato di alcatraz ai tempi d’oro

  4. Febbraio 17, 2008 alle 9:44 pm | #4

    Poverino mi fa una pena sto povero blogger sfigato!

  5. Febbraio 18, 2008 alle 11:13 am | #5

    @duhangst: anche a me, che poi mi vien in mente un blogger marzulliano..che a pensarci bene è una cosa atrocissima…

  1. No trackbacks yet.